martedì 16 marzo 2010

Flymphs e Soft Hackles


Soft Hackle: La Yellow
Amo: 14-16
Filo: Giallo pallido
Corpo: Filo di montaggio
Torace: Dubbing oliva
Hackle: Piuma petto di germano femmina


Flymph: March Brown
Amo: 12-14-16
Filo: Marrone
Code: Fagiano
Corpo: Lepre
Rib: Tinsel argento piatto
Hackle: Pernice


Flymph: La Nera
Amo: 12-14-16
Filo: Nero
Coda: Gallina nera
Corpo: Filo di montaggio
Rib: Tinsel tondo argento
Torace: Dubbing di opossum nero
Hackle: Gallina grigia


Soft Hackle: Tup's
Amo: 14-16-18
Filo: Nero
Corpo: Tinsel oro piatto
Torace: Dubbing lepre rosa
Hackle: Starna


P&P Mosca di Enzo Bortolani
Amo: 12-14
Filo: Nero
Corpo: Piuma del fianco del germano femmina
Hackles 2: Germano femmina-Pernice


SARA Mosca di Pierluigi Zanin
Amo: 14-16-18
Filo: Nero
Coda: Fagiano o Pernice
Addome: 1-1,5 mm. di Tinsel tondo argento
Torace: Dubbing di montone scuro
Hackle: Pernice


Pescare a mosca in torrente con i primi sfarfallamenti con acque alte ad inizio di stagione per gli amanti della secca è un po' difficile per l'attività del pesce che non disdegna insetti a mezz'acqua o appena sotto la superficie.
E' però possibile scegliere delle mosche capaci di catturare sia in galleggiamento parziale appena sotto il pelo dell'acqua, oppure trascinate in profondità.
Stiamo parlando della mosca sommersa.
Le mosche sommerse si dividono in tre grandi categorie: le sommerse alate tradizionali, le sommerse senza ali o flymphs e le soft hackle, equivalenti ai nostri spider. Si possono utilizzare singole o in un treno di due o più artificiali, con la stessa attrezzatura usata per la mosca secca.
Prendiamo in considerazione le Flymphs e le Soft Hackle.
L'efficacia delle flymphs è basata sul modo in cui è costruito il corpo che è costituito interamente da pelo naturale, il corpo di questi artificiali, una volta bagnato, trattiene minuscole bolle d'aria che gli conferiscono una traslucentezza difficimente ottenibile in un'altro modo, in queste imitazioni l'hackle giuoca un ruolo meno importante che nelle soft hackle.
Grazie a questo particolare, sono perfette per imitare le pupe di tricottero in procinto di emergere.
Le soft hackle o spider hanno il loro elemento essenziale nella hackle. Una volta montate conferiscono alla mosca una parvenza di vita, in acqua infatti le sottili fibre si muovono in un modo incredibilmente naturale e a ciò è dovuta gran parte della loro efficacia. Queste mosche imitano le pupe di tricottero, le effimere allo stadio dun, spinner e spent, le stonfly e i terrestrial. Sono tutti insetti che , trascinati dall'acqua, assumono una forma di sottile con solo poche appendici che si muovono nella corrente: zampette e ali.
Pe questo è importante costruire queste imitazioni con poco materiale.

sabato 13 marzo 2010

G. Loomis StreamDance 9' #5 4pz.






Avevo la necessità di comperare una canna di 9' #4/5 per 4 pz., quelle che ho sono tutte di tre pezzi. L'unica a 4 elementi della mia flotta di canne è una G.Loomis IMX 9'#6.
Dicevo, che andavo in cerca di una 4 pz. e possibilmente d'occasione, questo per limitare i costi, per il semplice motivo che le dimensioni delle 4 pz. mi stanno dentro alla borsa-valigia.
Io, Egidio, Giovanni e Dino abbiamo in programma un viaggio di pesca a giugno in Lapponia Svedese organizzato dall'agenzia dell'amico Aldo Silva. Girovagando via on-line nei mercatini dei forum di pesca, ho notato una G.Loomis StreamDance Metolius 9'#5 per 4 pz., ad un prezzo veramente conveniente. Il proprietario, un noto garista di fama internazionale, fa parte della nazionale Italiana di pesca a mosca, da anni non la usava e sono state pochissime le volte che l'ha messa in opera(5 o 6 volte). La canna è perfetta non ha un graffio, solamente il sughero del manico è un po' sporco, ma su suggerimento di Stefano(Sagola)il boss del sito www.tightlines.it, con uno straccio imbevuto di alcol ed un'energica stropicciata, l'impugnatura è tornata nuova.
Su internet ho trovato questa recensione:

- Questa era considerata il cavallo di battaglia della nuova serie StreamDance, il Metolius era l'esemplare della dedizione di G. Loomis' nella creazione di canne con azioni specifiche che era ideale per i piccoli corsi d'acqua, dove la precisione è tutto. E' moderatamente rigida con l'azione ad alta velocità.
Il Metolius era la gamma più economica della serie StreaDance. In via preliminare, sono rimasto impressionato dal momento in cui ho preso in mano questa bellezza. Tra l'altro, la foderina e il tubo portacanna è lo stesso di quello per il suo fratello più grande, il GLX. Che può essere una cosa da poco per alcuni, ma per me, è una gran cosa. Troppo spesso ho visto canne di gamma della serie economica vendute senza portacanna e foderina.
La serie Metolius ha la stessa forma e la finitura come GLX. Si tratta, senza dubbio, una canna molto carina.
Metolius Streamdance è stata sostituita dalla serie East Fork. La descrizione East Fork nel catalogo suona un po 'come il Metolius.-

Fra pochi giorni, la verità sul fiume, l'ho provata in giardino con coda 5 WF e 6 WF mi sono trovato subito bene, carica bene e ha un'azione veloce, ideale per la pesca che intendo fare, in breve: un mix vincente di resistenza, leggerezza ed eleganza

lunedì 8 marzo 2010

28/03/2010 Si apre in Friuli




Il 28 marzo apre la stagione piscatoria in Friuli, un parco di acque meraviglioso e capace di dare soddisfazioni immaginabili per chi ama la pesca con la tecnica della mosca. Il Friuli è il regno della pesca con esche artificiali.
L'Isonzo, il Resia, il Tagliamento, il Varmo, il Natisone, lo Stella, il Livenza, il Meduna, il Noncello, il Cellina, il Torre, i suoi laghetti prealpini e le decine di sorgive con l'infinito numero di vivaci roggette sparse un po' dappertutto con generosità e regolarità quasi studiata a ricoprire fittamente l'intero territorio fanno si che questa Regione possa offrire ben oltre 2000 Km. di acque interne popolate da ogni specie di fauna ittica.
Il tutto viene gestito direttamente dai pescatori tramite l'Ente Tutela Pesca, che provvede costantemente alla salvaguardia di tale patrimonio con analisi periodiche delle acque, con costanti ripopolamenti sia con materiale autoctono di prelievo che tramite gli allevamenti ittici e sempre sotto il diretto controllo di un proprio Centro Idrobiologico che pratica varie attività di ricerca a livello europeo.
Sono ricordi le vecchie gestioni dell'Etp, dove , tra alti e bassi, critiche e bei discorsi, semmine a tonnellate su richiesta del "Pronto Cattura" dell'ultima domenica di marzo, per soddisfare la vecchia e sinora inestirpabile mentalità del "più si semina più si pesca",con la trasformazione dei nostri fiumi in luoghi di pesca al pesce-pollo , pesca attuabile solo nei momenti immediatamente seguenti la semina con la poco edificante processione di pescatori al seguito del camion che porta il pesce.
Invece il vento è girato da molti anni da questa parte, il serio impegno per affrontare una nuova e costruttiva gestione finalmente ha dato i suoi frutti.
Gli uomini ci sono, la buona volontà c'è sempre stata: HA FATTO SEMPRE ACQUA la buona fede di chi CRITICAVA e se ne andava a pescare altrettante "galline o polli" a pagamento all'estero a suon di Marchi allora e di Euro adesso e con la coscienza tranquilla.
La rigorosità necessaria nella condotta della gestione delle acque trova alcune categorie di pescatori mal disposti ad accettare delle regole di comportamento atte a garantire una maggior sopravvivenza al pesce da rilasciare, l'immissione eccessiva è controproducente e quello di pesce di misura legale per la pronta pesca è assolutamente contraria al ripopolamento.
Non è stato proprio tanto facile, ed in particolare da parte dei responsabili dell'Etp - data la chiara, inizialmente, impopolarità delle scelte che si andavano ad operare. Perchè di una piccola rivoluzione si trattava e si tratta. E' stato un grande passo nel futuro di questa Regione sin troppo additata come ultimo Paradiso per pescatori, ed ultimammente un po' simile a Purgatorio.
Per il 2010 è da evidenziare l'aumento dei Regimi Particolari e della chiusura della stagione il 31/10/2010 anche per le zone No Kill.

Scelte impopolari da parte di chi intende la pesca sportiva con la "sporta"(carniere), chi intende la pesca con le gare su acque pregiate, chi è contrario al progetto marmorata, alle zone di Regimi Particolare, alle zone No Kill, al campo fisso di gara, contro chi pratica la pesca a mosca, alla misura e alla quantità di pesce da trattenere e per finire il costo della licenza : 50 Euro per tutte le acque della Regione, da Tarvisio a Lignano e da Forni Avoltri a Trieste.
Insomma c'è sempre qualcuno che non gli va bene un bel niente!!
Sarebbe un sogno l'assistere al rilascio di una bella cattura in zona libera da vincoli da altri pescatori con tecniche diverse, creasse una moda: se ne vedono tante di peggiori.

E per finire, una citazione che non centra una bella mazza con la pesca, ma volevo farlo per mettere in risalto l'ambiente e la gente che vive in questa Regione:

L'incantevole e fatato verde di montagne e vallette, la dolcezza delle colline punteggiate da una miriade di paesini laboriosi e puliti, la vastissima sua pianura aperta sul mare e fittamente solcata da corsi incredibilmente ancora limpidi e pescosi, l'inimitabile prodotto dei suoi vigneti, fanno di questa generosa terra: - Compendio dell'Universo.- Ippolito Nievo

Ogni angolo di questo "incrocio stradale" della Storia d'Europa testimonia gli eventi che hanno interessato la Penisola itallica dall'Epoca Romana alle Invasioni dei Barbari e alla Grande Guerra, forse a causa di tante sofferenze, ne è uscito un popolo forte, paziente e generoso, sempre pronto all'ospitallità, all'amicizia e all'allegria.

giovedì 4 marzo 2010

Progetto Temolo: Prima spremitura di temoli nati in cattività



Centro Ittico Ente Tutela Pesca a Maniago(PN) Dusan Jesensek con Dino, dietro Lucijan Reiec presidente della Ribiska Druzina di Tolmino Temoli narcotizzati con sostanze naturali pronti per la spremitura Dusan Jesensek in spremitura Uova di qualità eccellente Dopo le femmine tocca ai maschi Gian Maria Sigalotti con la piuma di tacchino adagia le uova fecondate in incubatoio Uova fecondate poste in incubatoio in dolce attesa Dino con un collaboratore ittico di Maniago, davvero professionali e impagabili. Dino in mezzo a due mostri sacri a sx Gian Maria Sigalotti e a dx Dusan Jesensek

Il temolo(Thymallus thymallus)adriatico o padano e conosciuto come pinna blu che, secondo i risultati di ricerche genetiche, si differenzia per alcune caratteristiche dal temolo del bacino idrografico del Danubio, per la sua riproduzione in cattività presenta ostacoli complicati e molto ardui da superare. Le varie prove effettuate finora hanno dimostrato come la cattura e la successiva stabulazione in impianti - pure dotati di ottime caratteristiche per quanto concerne acqua, mangime e vasche - e nonostante ogni accorgimento preso per limitare le manipolazioni e altri stress, comportino un repentino crollo percentuale delle uova fecondabili. La grande sfida che si è proposto l'Ente Tutela Pesca nel caso di questa specie, non sta solo nel garantire la sua purezza genetica, quanto nel riuscire a superare quei fattori critici e di garantire la riproduzione in ambito artificiale. L'obbiettivo che l'Ente si è prefissata è di partire da uova di esemplari selvatici per ottenere una prima linea di temoli da accrescere nei suoi allevamenti fino a farli diventare riproduttori con i quali dare finalmente avvio alla produzione su larga scala. Il centro ittico Etp di Maniago(Pn), ha ottenuto la certificazione sanitaria di zona indenne, grazie anche all'utilizzo delle eccellenti acque del torrente Colvera. La ricerca, il controllo dei riproduttori, la spremitura e la fecondazione, sono avvenute direttamente nel fiume. Le fasi successive(sviluppo embrionale, larvale e crescita) sono avvenute nel centro ittico. La fecondazione artificiale sono avvenuti nei fiumi: Meschio e Livenza, ai confini occidentali della regione FVG, e fiume Ledra, nell'area centrale. Le prove, supportate dalle informazioni contenute in letteratura, hanno consentito di valutare la fase "maturativa" e l'ovulazione, di affinare le tecniche di spremitura, nonchè d'individuare l'alimentazione idonea alle fasi pre-svezzamento e allevamento fino allo stato giovanile. A proposito porto a conoscenza qui sotto il discorso fatto dal Prof. Emilio Tibaldi alla presentazione del Progetto Temolo in Friuli Venezia Giulia, tratto dal Notiziario d'informazione dell'Etp marzo 2008: "Uno dei problemi maggiori - ha spiegato il professor Emilio Tibaldi, del Dipartimento di scienze animali dell’Università di Udine - è legato all’individuazione di una dieta adatta alla crescita in cattività, in quanto quelle attualmente esistenti sul mercato non sono state pensate per un pesce tanto delicato ed esigente, tanto da provocare elevate percentuali di mortalità, oltre che malformazioni in molti esemplari sulle cui cause stiamo ancora indagando”. Da molti anni i vicini Sloveni hanno avviato progetti di allevamento in cattività del temolo, ma anche loro incontrano grandi difficoltà legate all’incapacità degli esemplari selvatici di adattarsi alla cattività, fattore che limita fortemente la possibilità di ottenere uova. Dušan Jesenšek, del Centro ittico di Tolmino, in Slovenia,con il quale l’Etp ha avviato una proficua attività di collaborazione e scambio di informazioni, ha confermato che, viste l’incapacità degli esemplari selvatici adulti di adattarsi all’ambiente artificiale qual è un allevamento,si sta cercando di far crescere in cattività esemplari con i quali allestire finalmente un parco riproduttori che permetta di ottenere buone quantità di uova fecondate. Bene! Anche questo scoglio è stato superato grazie alla conoscenza ed alle nuove soluzioni alimentare, che si basa principalmente sulla collaborazione tra gli allevatori e le Università ricercatrici. E' stato dimostrato che allevare in cattività questa specie ittica che cresce con la stessa velocità di quella che invece si trova nell'ambiente selvatico. Lo spirito di collaborazione e scambio di esperienze con i vicini Sloveni, della Ribiska Druzina di Tolmin, sta trovando concreta attuazione con lo scambio costante di esperienze e informazioni, coinvolgendo non soltanto i ricercatori, ma anche gli uomini che lavorano nei centri ittici del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. L'Etp ha intrapreso con estrema convinzione questa strada che, dopo tre anni di duro lavoro, da parte dei volontari collaboratori ittici di Maniago(Pn)finalmente ieri 04/03/2010 i risultati si son fatti vedere. Al centro ittico Etp di Maniago, davanti alle autorità competenti dell'Ente e presente la Rai con il TG R del Friuli Venezia Giulia è avvenuta la prima spremitura, in anteprima in Italia, dei temoli nati in cattività. Erano presenti il presidente della Ribiska Druzina di Tolmino il sig. Lucijan Reiec e l'idrobiologo, nonchè l'artefice principale per le operazioni di spremitura il sig. Dusan Jesensek. Nel 2002 l'Associazione pescatori di Tolmino riuscì per la prima volta nella storia dell'allevamento di questa specie ittica, a spremere i riproduttori nati in cattività ed a conservarli. La qualità delle uova prodotte dalle femmine di prima spremitura era scadente e non utilizzabile; mentre di qualità eccellente si presentavano quelle di esemplari del quarto e del quinto anno di età. E' da considerasi ottima la qualità delle uova prodotte dalle femmine di temolo nel centro ittico di Maniago, dopo solo tre anni dall'inizio del progetto. Il sig. Dusan Jesensek, conosciuto in tutto il mondo per i suoi scritti sul tema, con il Sig. Gian Maria Sigalotti, il suo incarico in seno all'Etp, concerne la consulenza professionale su tutti gli aspetti tecnici ed organizzativi riguardanti la gestione degli impianti di allevamento ittico dell'Ente; consulenze specifiche nella pianificazione, gestione e controllo della produzione ittica; consulenza su aspetti zootecnici riferiti a selezioni, trasferimenti, piani alimentari delle specie ittiche allevate; stesura relazioni trimestrali su andamento e risultati della gestione, sono stati tra gli artefici per la buona riuscita del progetto marmorata. E' stata una gran giornata per me e per questo ne sono grato a Dino che ha voluto e preteso che fossi presente ad un evento così importante.

lunedì 22 febbraio 2010

In fiera a Vicenza per acquisti



Tre amici in fiera: Io, Francesco Palù e Egidio



Francesco Palù con Egidio, due grandi "vecchi" a confronto



Il grande Marc Petitjean



Marc Petitjean all'opera



Ecco il risultato dei due giorni in fiera

A Vicenza dal 20 al 22 febbraio per il terzo anno consecutivo viene organizzato il: Pescare -Fly fishing&Spinning Show. Salone Internazionale della Pesca Sportiva.
Salone dedicato al mondo della pesca tradizionale, della pesca a mosca e dello spinning in acqua dolce e in mare, Pescare è una tappa obbligata per gli appassionati del settore. La manifestazione può contare sulla presenza dei maggiori marchi e su una vasta esposizione di attrezzature e articoli per la pesca sportiva. Numerosi sono gli eventi, le attività, le mostre d’arte dedicate alla pesca o ad attrezzature storiche e gli incontri organizzati in collaborazione con i più importanti club di pesca. Rimane consolidata la presenza delle associazioni e delle scuole di pesca, impegnate nella dimostrazione dei lanci in ampie casting pool da 15 mt per lo spinning e la pesca a mosca. Non mancano infine le aree dedicate alla costruzione di mosche artificiali, dove i migliori costruttori italiani organizzano dimostrazioni e corsi di costruzione per i più giovani.
Quello che a noi interessa è il mondo Fly Fishing. Molti espositori presenti con in prima fila la nutrita schiera dei più blasonati nomi della pesca con la mosca italiana, nonchè alcuni operatori stranieri, uno in particolare proveniente dalla Repubblica Ceca.
In definitiva un vero e proprio luna park per i pescatori, ove, aspetto non certo secondario, è stato possibile acquistare ogni articolo esposto. Le grandi marche , gli operatori professionali del settore e numerosi negozianti erano presenti con tutti i prodotti in vendita a catalogo.
Si è trattato di una grande mostra mercato dove i visitatori, chi se lo poteva permettere, compravano di tutto e di più, dalla bustina di dubbing alla canna. Per quello che ho visto, la gente sembrava apprezzare e aprire il portafoglio con preoccupante frequenza.
Nella giornata di sabato 20 Io, Dino, e Egidio eravamo presenti, in seguito ci hanno raggiunto Pier,il fratello più morosa e Paolo, così pure abbiamo intravisto Sandro con un amico.
Partito da casa con l'elenco delle cose da comperare, ci siamo messi subito all'opera. Abbiamo fatto anche un grande incontro con il mitico Francesco Palù, baci e abracci con una foto di rito. Fatto acquisti sopratutto allo stand della H2O Fishing di Modena, il negozio sta svendendo, tutto per rinnovo con sconti oltre il 50%, mamma mia che ressa!!!.
Li abbiamo dato un'affondo alle nostre risorse.
Allo stand della Czech Nymphs del Dr. Karel Krivanec, abbiamo trovato molte cose interessanti a prezzo ragionevole, ho notato una cosa; di fronte aveva lo stand Benecchi e molta gente guardava il materiale e poi andava dai Cechi a spendere.
Marc Petitjean era presente con i suoi bellissimi prodotti allo stand Alpi Flyfishing, che dire, vederlo all'opera con il cdc è..........unico.
Mi ha lasciato l'amaro in bocca vedere Aldo Silva e consorte, senza le sue meravigliose canne e i prodotti per la costruzione e abigliamento. Ha venduto tutto, ha casa in Svezia, vive in quel paese per la maggior parte dell'anno e adesso organizza viaggi per pescatori e cacciatori in Lapponia.
La cosa più avanti mi può interessare.
Il giorno dopo di nuovo in fiera con il Meni e Giancarlo, per loro due, azioni alla Rambo nello stand dell'H20 e di conseguenza ne sono stato contaggiato.......... ho finito di spendere i pochi eurini che mi erano rimasti dal giorno prima.
E' stata la giornata del Meni, oltre aver acquistato molto per pesca "sotto" si intrattenuto con i vari personaggi di spicco nazionale riguardanti alla quella tecnica di pesca da: Mauro Borselli, Simone Palli e Paolo Pacchiarini.
Una scorpacciata per lui, sentir parlare di lucci, carpe, amur e anche di spigole. Spiegazioni e dimostrazioni costruttive di artificiali con quei signori.
Alle 15.30 stanchi morti e con le borse piene siamo saliti in macchina per far rientro alla base.
A conclusione: Molta gente al sabato e a detta di alcuni negozianti è stata la giornata migliore per la vendita. Si son viste poche novità e questo non fa altro che confermare il brutto momento per le aziende del settore.
Per chi compra invece è da augurasi un'altro negozio tipo H2O Fishing di Modena con sconti oltre il 50%.

martedì 16 febbraio 2010

ENTE TUTELA PESCA : QUALE FUTURO?



Ezio Fain e Paolo Dreossi, promotori di un dibattito sul futuro dell'Ente Tutela Pesca a Pozzuolo del Friuli.
Dino, Meni, Paolo, Alessandro ed il sottoscritto eravamo presenti, l'argomento è molto importante da non sottovalutare.

Ecco la locandina:
Unapesca - Unione delle Associazioni dei Pescatori con le esche artificiali del Friuli Venezia Giulia
Carp Fishing Italia - Sede di Udine
Enalpesca Unione nazionale -Delegazione regionale
Fe.Re.Pe.S. Asd - Federazione regionale pesca sportiva

organizzano un dibattito sul tema:

ENTE TUTELA PESCA: QUALE FUTURO?

Tutto il mondo della pesca sportiva, associato e non, è invitato ad un incontro informativo circa la ventilata proposta di legge regionale che dovrebbe modificare la LR 19/1971 che ha istituito l’Ente Tutela Pesca e sancito la sostanziale autogestione della categoria.
Troviamoci numerosi alle ore ore 20.30 di giovedì 11 febbraio 2010 presso la sede dell’ASS. “EL COGOL” (Via Luigi Petri – Pozzuolo del Friuli – dalla piazza di Pozzuolo prendere la strada per Carpeneto, portone 100 mt sulla destra).
I pescatori sportivi regionali saranno attori principali nelle importanti scelte che si prospettano, oppure sbiadite comparse?
E’ importante parlane e confrontarci! Date ampia diffusione al presente invito!

Informazioni: info.pescatorifvg@libero.it (mail comitato organizzatore)



Articolo di Domenico Pecile pubblicato in prima pagina del Messaggero Veneto il 15/02/2010, espone il riassunto di quello che è stato detto e il da farsi per stralciare quell'orribile bozza appena presentata all'assessorato dell'Agricoltura.

I pescatori del FVG sono sul piede di guerra. No alla privatizzazione delle acque
Dure contestazioni al nuovo ddl: non siamo stati né informati né coinvolti, la Regione ha agito in modo “carbonaro”.
I 30 mila pescatori sportivi del Fvg sono pronti a dare battaglia per respingere il disegno di legge che tra le altre cose prevede una parziale privatizzazione delle acque. Durissime le critiche alla Regione per come sta gestendo l’intera vicenda lasciando «totalmente all’oscuro gli interessati, cioè i pescatori» che si sono organizzati un Comitatio ristretto per elaborare le controproposte. Non solo, ma i pescatori “ minacciano” anche di voler transitare dall’assessorato all’Agricoltura a quello dell’Ambiente. Dunque, tutto parte dal disegno di legge che punta a modificare la legge regionale 19/1971, che, fra le altre, ha istituito l’Etp (Ente Tutela Pesca del Fvg). Alcune fra le principali organizzazioni della categoria (Ferepes, Carp Fishing Italia, Enal Pesca ed Unapesca) hanno così deciso di passare al contrattacco e hanno organizzato un incontro tenutosi a Pozzuolo, presenti anche il consigliere regionale Alessandro Colautti e il sindaco di Cividale, Attilio Vuga, ex presidente dell’ Ept.
Durissime, come si è detto, le critiche alla Regione per come sta gestendo questa bozza di riforma avanzata dall’assessorato all’Agricoltura. Un ddl, quello proposto, che è stata definito «carbonaro», per come viene gestito. «Il Consiglio direttivo dell’Etp – è stato detto – non è stato né informato, né coinvolto e dunque non è ufficialmente in grado di esprimere proposte sull’elaborato. Insomma, nessuno ci ha detto nulla. E la stessa sorte è toccata anche alle Organizzazioni di categoria».
La più grave preoccupazione dei pescatori riguarda l’ipotesi, contenuta nel disegno di legge, di una parziale privatizzazione delle acque pubbliche, che la Legge regionale 19 aveva totalmente escluso. Da Tarvisio a Lignano – è stato sottolineato –dopo il 1971 si pesca liberamente; ora con questo disegno di legge si vuole tornare indietro di 40 anni, sconfessando la norma “principe” della categoria.
Un altro punto dolente denunciato nel corso della serata riguarda la futura composizione del cda. «A tutt’oggi – ha affermato uno degli intervenuti – non si conosce il numero dei componenti, la loro appartenenza e se, soprattutto, saranno eletti o semplicemente nominati». Attualmente il Consiglio direttivo (che dovrebbe essere trasformato in cda) dell’Etp del Fvg è composto da 21 membri: 15 rappresentanti dei pescatori eletti ogni quattro anni nei 15 collegi in cui è divisa la Regione, 2 rappresentanti dell’Upi (nominati e non eletti), 2 rappresentanti delle università di Udine e Trieste e 1 rappresentante dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie. Infine, il presidente che è nominato dal presidente della Giunta regionale su indicazione delle organizzazioni dei pescatori più rappresentantive.
Il nuovo cda dovrebbe essere ridotto di numero anche per contenere i costi e su questo anche l’Ept è d'accordo (anche se «il costo del cda è irrivelante, circa 11 mila euro complessive annuali») e su questo non ci sono contestazioni. «I dubbi – sostiene il Comitato – riguardano chi ne farà parte e come sarà eletto». Bocciati anche il Comitato ittico regionale previsto nel ddl e ritenuto copia dell’o mologo organismo della caccia. I pescatori sportivi – ha tuonato uno degli intervenuti – che fruiscono di un bene ambientale rappresentato dagli ecosistemi acquatici, si sentono anche le sentinelle di tutto ciò. Ecco perchè più di una voce si è levata a favore di un passaggio dell’ente dall'Agricoltura all’Ambiente, anche perché «non ci interessa il disegno che pare ventilato all’i nterno dell’assessorato all’Agricoltura di trasformare anche la pesca in una sorta di business».
Alla fine della riunione è stata dunque proposta e accettata la creazione di un gruppo di lavoro, che elaborerà le proposte della categoria. Una volta approvate dalla base, saranno trasmesse alla rappresentanza politica.

venerdì 12 febbraio 2010

Fly Box


















Ecco qua l'ennesima fly box pronta per l'apertura della pesca di fine marzo.
In questa fly box è raffigurata il ciclo vitale dei chironomidi.
CICLO BIOLOGICO
Il ciclo vitale è strettamente acquatico, ad eccezione di una specie di Orthocladiinae a vita terrestre.

UOVA
Le uova vengono deposte in una matrice gelatinosa in forma lineare o in masse circolari-cilindriche. La schiusa dipende dalla temperatura e dalle altre condizioni climatiche.

LARVA
Le larve hanno lunghezza variabile, che può arrivare fino ai 25-30 mm. Hanno colore variabile dal giallo al bruno fino al violetto o rosso in relazione alla presenza di emolinfa, contenente emoglobina.

Il corpo di forma cilindrica è suddiviso in 13 segmenti: 3 toracici e 10 addominali. Il primo segmento toracico e l'ultimo addominale portano coppie di speudopodi con uncini terminali. Ogni segmento è provvisto di caratteristici ciuffi di setole. Gli stadi larvali sono 4 per tutte le sottofamiglie, meno che per le Tanypodinae in cui gli stadi sono 5. I primi stadi sono planctonici e molto diversi dagli stadi finali. L'Assunzione di detriti e di diatomee dal fondo fornisce alle larve l'energia per il nuoto, la muta e lo spostamento verso la superficie. La larva diverterà matura quando non sarà più fotosensibile e potrà affacciarsi alla superficie dell'acqua. Le larve sono pigre, nuotano poco, preferiscono costruirsi una specie di abitacolo, tenuto insieme dalle secrezioni emesse dalle ghiandole salivari; amano i fondali delle acque purchè siano disponibili discrete quantità di ossigeno; si muovono per sfuggire ai predatori o per trovare un'adeguata sistemazione, quando le colonie sono sovrappopolate o per riccercare ambienti più ricchi di cibo e di ossigeno.

La specificità dei gruppi adattati a particolari situazioni ambientali ha permesso ad alcuni autori di classificare circa 80 specie in chiave di lettura di particolari condizioni ambientali, fornendo immediati riscontri di valutazioneecologica dell'habitat: I parametri scelti sono stati la temperatura, l'ossigeno, il pH, la concentrazione ionica, il tipo di acqua e il tipo di fondale. Le larve si sviluppano in un range di temperatura che va dai 4° ai 40° C, anche se le condizioni più favorevoli si trovano fra i 18° e i 25° C.

La temperatura ha un effetto diretto sulle attività metaboliche ed un effetto indiretto sulla qualità e sulla quantità del cibo: il tutto si traduce in tempi generazionali; infatti le uova non si schiudono sotto gli 8° C, impiegano 1-2 giorni a 22°/25° C, 7 giorni a 16° C, mentre occorrono 14 giorni per la schiusa ad una temperatura di 9°-10° C. Così lo sviluppo larvale, che a 15° C è di 20 giorni, si allunga di molto tra i 9° e i 15° C, si accorcia per le temperature da 15° a 28° C.

La temperatura condiziona i tempi, non la qualità dello sviluppo. Alle temperature polari, le poche specie adattate si costruiscono un bozzolo che protegge la larva dai danni di natura fisico-meccanica.

Le larve si cibano dei detriti di diatomee e di sostanze vegetali; tutte le specie sono fitofaghe, meno le Tanypodinae che sono carnivore faacoltative e si alimentano predando e succhiando.

L'alimentazione con macrofiti vegetali deve essere messa in relazione con la presenza nell'intestino di microorganismi simbionti, capaci di digerire il pasto vegetale. Particolarmente importante è la qualità dell'acqua: i Chironomidi tollerano un range di pH compreso fra 6,0-9,0; a pH inferiori al vallore di 5,5, molti animali acquatici (larve comprese) mostrano difficoltà nella regolazione del calcio, e sotto valori di 5 sfugge al controllo omeostatico anche il sodio. Ciò non toglie che alcune specie di Chironomidi, grazie all'effetto tamponante dell'emoglobina, possano vivere fino a valori di pH acquatici a partire da 2,8.

I Chironomidi vivono sia in acqua dolce , sia in acqua salina e specie particolarmente adattate, come Ch. Salinarius, tollerano ambienti clorurati fino al 40%.

PUPA
Anche le pupe sono pigre e, in genere, vivono da sedentarie; più libere e dotate di maggior moto sono le Tanypodinae. Caratteristiche formazioni della pupa sono gli organi respiratori a forma di cornetti o di ciuffi (Chironominae), lisci o ricoperti di peli o di spinule. La pupazione dura da poche ore a qualche giorno: la pupa matura si gonfia di aria e così trova la spinta verso la superficie dell'acqua, dv provvede ad una rapida emergenza anche per sfuggire ai predatori.

ADULTO
L'adulto emerge da una fessura dorsale della schiena della pupa e l'emergenza è un fenomeno non-casuale, randomizzato, ma sincrono e avviene in tempi ristretti: è tutta la colonia, che maturata nelle stesse condizioni, spicca il volo dopo pochi secondi. L'emergenza, quindi, è un fenomeno costante e ripetitivo di anno in anno in periodi molto limitati, almeno nelle zone temperate e subartiche; questa regola non è seguita nelle zone tropicali e nelle zone polari.

Nelle zone temperate i Chironomidi emergono al tramonto e, in ogni caso, in momenti di scarsa luminosità. Le poche specie biannuali hanno un'emergenza in giugno ed in agosto. La causa scatenante l'emergenza è stata ipotizzata dai diversi autori nel cambio repentino della temperatura, nella nuova disponibilità di ossigeno, in un pasto abbaondante di diatomee da parte delle pupe o, addirittura, nel moto della marea relativo ai cicli lunari.

Il volo degli adulti è di 3 tipi: 1) il volo dello sfarfallamento, limitato, fuori del vento, evitando accuratamente il sole e il caldo; 2) il volo dello sciame, crepuscolare, con sciami formati essenzialmente dai maschi, che si aggregano, richiamati dal rumore dello sciame stesso; 3) il volo della femmina che va a deporre: dopo l'accoppiamento, completato in volo con il partner scelto, la femmina si allontana dallo sciame e si dirige verso ambienti acquatici e l'ovodeposizione si completa nel giro di 20-30 minuti. L'ovodeposizione può ripetersi anche 2-3 volte da parte di una stessa femmina feconda.