venerdì 21 maggio 2010

Gacka/Kupa

Come da moltissimi anni da questa parte, la terza settimana di maggio, è il periodo del grande esodo di pesca da parte mia e dei miei amici nell'ex Jugoslavia. Quest'anno, abbiamo deciso di far una capatina di due giorni in Gacka e di uno in Kupa alle sorgenti. Di solito si stava in trasferta una settimana, ma con il viaggio programmato in Lapponia Svedese alle porte, si è pensato di limitare la durata di questa escursione.
Egidio e io, caschi il mondo ma una volta all'anno in Gacka ci dobbiamo andare, mentre per Giovanni e Dino, questo meraviglioso fiume non li attira. Preferiscono fiumi con acque mosse e disdegnano quelli con acque piatte, tipo Gacka.





A noi due questa bellissima risorgiva croata, nonostante non sia nel suo periodo migliore ci fa ancora emozionare nell'osservarla e sopratutto pescare. Dal lontano 1984 solamente nel periodo più buio della guerra non eravamo presenti, ma appena che le ostilità cessarono immediatamente ritornammo. Il fiume allora si presentava come sempre bellissimo ma deserto di trote, la prima linea del fuoco era a pochi km dal fiume e le popolazioni dei paesini limitrofi hanno avuto dal Gacka una grande risorsa alimentare che nemmeno gli aiuti internazionali riuscivano a darla. Con il tempo le cose ritornarono al proprio posto, il fiume è ritornato ad essere una meta preferita di pescatori a mosca di tutto il mondo, non è come quello antecedente della guerra ma per divertirsi basta e avanza.
Il programma prevedeva che il sottoscritto con il vecju di fare due giorni e poi il terzo giorno trovarsi da Josiph alle sorgenti del Kupa per fare tutt'assieme una pescata di temoli. Partiti alle ore 5,45 e arrivati dalla signora Vera a Licko Lesce



alle ore 9,00 facendo tutto il tragitto autostradale croato e tralasciando la costa dalmata. La scelta dell'autostrada( nuova e poi il pedaggio ha un costo molto basso, con 9,00 euro si va da Rupa a Otocac) è un po' piu lunga ma è molto più scorrevole, mentre la strada che costeggia la costa è piena di insidie, sopratutto la polizia con il laser e questi se sgarri non perdonano.
Scaricato il bagaglio degli efetti personali via fare il permesso al piccolo market subito dopo del ponte della statale, costo 35 eurini.







Come ogni anno prima della pausa pranzo si pesca a monte del ponte della statale sulla sponda dx nel curvone dove c'è sempre un vecchietto che fa pascolare le sue poche pecore sul prato davanti casa e che anche quest'anno era lì a fare la guardia alle sue bestie.



Quante trote gli abbiamo dato in passato e poi mi ricordo che un anno Egidio gli ha dato una mano a falciare l'erba, la falce era ridotta ai minimi termini, un moncherino di lama, chissà da quanti anni la stava usando e quanta erba avrà tagliato per ridurla così. Per arrivare con l'auto vicino al fiume si deve prendere la prima stradina a dx sulla rotonda dopo il ponte verso Otocac e poi girare dopo una cinquantina di metri sempre a dx, più avanti c'è un'abitazione isolata a pochi metri dalla statale con dei pini sul cortile ideale per parcheggiare sotto l'ombra, da un paio d'anni usiamo questo parcheggio con il benestare del proprietario, anche lui ha usufuito di alcune trote di taglia.
Il livello è leggermente altino, frutto di 10 gg. di pioggia incessante, ma con una limpidezza d'acqua davvero spettacolare. Erano le 10,30 quando finalmente eravamo pronti per fare il primo lancio. In Gacka noi si usa una sola mosca: Il Plumin del Norio - Il nome di questa mosca gliela data il Meni quando per la prima volta la usò su questo fiume dandogli soddifazioni a non credere. E' una mia scoperta scovata sul libro: Tying Flies with CDC di Leon Links. E' una mosca di Marjan Fratnik: il Netopir. Non è altro che un'amo rivestito a palmer di piume di CdC.







L'efficacia di questa imitazione è sbalorditiva da anni la uso in tutte le acque e in tutte le misure, ma è sul Gacka che da il meglio di se stessa. Nelle misure più piccole è micidiale anche con i temoli. Nei colori del cdc naturale e tabacco imita perfettamente le sedge nel momento della schiusa e poi farla pattinare è proprio uno stillicidio. Quando gliela proposi ad Egidio non mi dette retta, ma si ricredette davanti alla sua efficacia. L'anno successivo suggerii la ricetta al Meni e lui la adoperò quando tutte le sue imitazioni fecero cilecca in questo fiume.........il risultato l'ho descritto sopra e l'ha pure batezzata con il mio nomignolo.
Egidio al primo lancio una bellissima iridea, tenuta di nascosto, siamo in zona No Kill e poi data al proprietaro della casa come per riconoscenza per averci permesso di parcheggiare l'auto nella sua proprietà. Le trote in fiume erano in attività frenetica, le catture si suseguivano a ritmo elevato, alle 13,30 decidemmo di fare la pausa pranzo nel nostro appartamentino. Negli anni scorsi il nostro pranzo consisteva in un piatto di spaghetti all'olio e aglio e poi affettati nostrani, tutto innaffiato con l'ottima birra locale, caffè e poi sonnellino fino alle 16.00, mentre quest'anno il pranzo consisteva a pane e salame, il solito caffè e le birre locali, niente sonnellino subito di nuovo sul fiume a pescare. Lasciata la macchina nel cortile della signora Vera, a piedi, il fiume dista a 300 mt. ci posizionammo sulla sponda a dx a valle del ponte della statale, dove non ci va nessuno a pescare, tutti sulla sponda sx per la comodità e poi perchè ci sono le panchine e le sponde alte, mentre la sponda dx è un po' impegnativa con acqua, alberi e palude, ma a favore di vento dove basta alzare la canna che la coda si stende da sola e per fare la posa basta abbassarla. Ho notato che l'attività del pesce è maggiore nelle zone di ombra e da quella sponda l'azione di pesca è molto vantaggiosa. Le catture fatte sia da me che da Egidio sono state molte, mentre per gli altri pescatori ho notato poche catture. In sponda alta il movimento delle braccia nell'azione di lancio entra nel cono visivo della trota e le poche catture che gli altri pescatori facevano erano molte distanti, mentre per noi due con la nostra azione di pesca che si svolgeva accovacciati o in ginocchio in modo di non essere visti le catture venivano fatte a pochi metri da noi.
Per aver successo in questo fiume molto difficile, oltre avere un'imitazione micidiale come il Plumin del Norio e anche avere l'accortezza di fare l'azione di pesca ben nascosti e in silenzio, senza rumore o casini vari.
Dimostrazione logica il giorno dopo, un gruppo di giovani pescatori tedeschi, sempre nel curvone già descritto precedentemente sulla sponda sx erano in una baldoria da sagra paesana, attrezzature da far invidia, canne in bamboo code in seta, abbigliamento griffato ecc ecc, con una cassa di birra in bella evvidenza sulla panchina. Grida, schiamazzi e lanci a non finire, con quelle cannette non riuscivano ad lanciare la coda oltre la metà del fiume, ma di catture neanche l'ombra, nonostante che le trote erano in attività frenetica davanti a loro. A 50 mt. più a monte sulla sponda dx eravamo in pesca io e Egidio, in silenzio ed accovaciati, le catture di trote di taglia non tardarono ad arrivare numerose. Il gruppo si accorse di noi due e delle nostre catture e in un baleno il silenzio regnò lungo tutto il curvone, ma loro di catture: Zeru Tituli come dice Mourinho.







La scena si ripetè anche dopo la pausa pranzo, noi due sempre sulla sponda dx mentre loro erano posizionati a sx a valle dell'entrata dell'affluente Kostelka in Gacka, beh! in quel tratto dal ponte della statale all'affluente ho dato il meglio di me stesso, una quindicina di catture sempre con la stessa imitazione e sempre in silenzio e in ginocchio e più di qualcuno dalla sponda opposta avrà pensato:- con che c.... di mosca pesca quel tipo. (qui ho fatto lo sborrone!!).
L'attività del pesce in questo fiume parte dalle 10,30 fino alle ore 17,30 poi rare sono le bollate, molte schiuse di sedge e di sialis, qualche effimera e zero schiuse di mayfly.




La mia attrezzatura canna 10' coda #7 terminale 4 mt. con un tip da 0,14.....e come mosca solo e esclusivamente il Plumin del Norio.

Lasciato a malincuore questo ambiente a noi famigliare e con rammarico all'indomani mattina ci siamo immessi di nuovo in autostrada per raggiungere i nostri due amici Giovanni e Dino alle sorgenti del Kupa. Uscito dall'autostrada a Delnice, prima della entrata in città c'è la deviazione a sx per Gerovo - Prezid- Slovenia, per arrivare a Gerovo è davvero un'impresa, una trentina di km di curve e controcurve con un manto di asfalto che non ha niente da invidiare i mosaici della scuola di Spilimbergo. Alle 9.30 eravamo sul posto, gli altri due erano già in pesca, giornata nuvolosa e fredda, prima sorpresa il costo del permesso l'han portato da 22 euro a 36, azzo!! che aumento!






Il fiume si presenta perfetto acqua ai giusti livelli, attività del pesce in superfice quasi zero, non importa si va in caccia.



Giovanni e Dino alcune catture di temoli le avevano già fatte, a ninfa non siamo capaci si va a secca. Il vecju al primo lancio un bel temolo, fatto con un Plumin del Norio su amo del 18, l'efficacia di questa mosca non si smentisce.



Nella piana sopra la passerella, il posto migliore del fiume, l'attività del pesce piano piano si faceva vedere, con una peute sono riuscito a guadinare un bel temolo.








Dopo alcune passate , la mosca non aveva più l'effetto di prima, sostituita con una in foam rosso al primo passaggio un'altro temolo, sempre della stessa misura, così via fino alla pausa pranzo. In totale Dino, Egidio e io avevamo guadinato 4 temoli a testa, mentre Giovanni ne aveva fatto uno in più. Mangiato il solito pranzo a base di salumi, formaggi,traccanato le birre di Josiph , bevuto il caffè e via di nuovo in fiume perchè il tempo non prometteva niente di buono. La giornata era piena di nubi gonfie di pioggia ogni tanto si faceva vedere qualche raggio di sole e in quei pochi attimi l'attività del pesce si faceva vedere in superficie e così alla fine sono riuscito a fare una decina di temoli.





Giornata di pesca da non ricordare come una delle migliori, alle 18.00 abbiamo deciso di farla finita, io ero stanco da morire e con un mal di schiena che mi faceva vedere le stelle, Egidio è scivolato in acqua ed era gelato da capo ai piedi, Dino non ne poteva più e Giovanni era da un bel po' che stava sotto la tettoia di Josiph con una birra in mano. Qui finisce il raid di tre giorni di pesca, Giovanni ed Egidio vollero fermarsi una notte all'hotel Manche a Brod na Kupi, mentre io e Dino abbiamo preso la decisione di rientrare a casa la sera stessa.

giovedì 22 aprile 2010

A pesca nel RP 2 - La roggia di Gleris-





ART. 13 - REGIMI PARTICOLARI DI PESCA(tabelle nere)
Per l’anno 2010 sono vigenti nelle acque interne del Friuli Venezia Giulia i Regimi particolari di pesca, sotto elencati con indicate le modalità di esercizio della pesca.
RP 2)
Catture giornaliere: non più di 3 (tre) esemplari, tra salmonidi e timallidi. L’attività di pesca dovrà interrompersi al trattenimento del terzo esemplare tra salmonidi e timallidi.
Catture e misure minime pescabili:
n. 1
Temolo
cm 40
n. 1
Trota Marmorata ed ibridi
cm 40
n. 2
Trote Fario
cm 35
n. 3
Trote Iridee
cm 22
Esche consentite: solo quelle artificiali con amo singolo (amo ad una sola punta) privo di ardiglione o con ardiglione perfettamente schiacciato.

Attrezzi:
- una canna con o senza mulinello.
Divieti:
- vietata la pesca con l’ausilio dei natanti.
- vietate le gare di pesca.
COLLEGIO 3 - Pordenone -
Fiume MEDUNA nei comuni di Zoppola e Cordenons: da 200 m a monte con rio Viasiol a 400 m. a valle ponte ferroviario con deroga di chiusura al 31 ottobre.
COLLEGIO 7 - San Vito al Tagliamento -
Roggia di GLERIS, dal ponte della Ferrovia alla confluenza con la roggia Versa-Lemene.
Fiume SESTIAN dalla presa al termine di Via Fontane in Loc.tà Vissignano alla cascata presso confluenza con parallelo via Verdi in comune di Sesto al Reghena.
COLLEGIO 13 - Cividale del Friuli -
Torrente JUDRIO, dalla confluenza rio Glaboscak a 1000 m a valle abitato di Podreska.

La roggia di Gleris fa parte del bacino del fiume Lemene ha un breve percorso e poi confluisce a valle di Bagnarola nel Lemene.



Il tratto da Regime Particolare è lungo si e no due Km e largo dai 4 ai 5 m., l'ultimo tratto del regime è stato modificato, mentre a monte del vecchio molino ha ancora il corso naturale con la tipica vegetazione riparia delle rogge. E' RP di lunga data uno dei pochi che si trova nel collegio n. 7 (S.Vito al Tag.to).
Come i NK il corso d'acqua è stato rigorosamente ripopolato con trote fario, trote che con l'abbondanza di insetti hanno un'accrescimeto davvero sbalorditivo.
L'anno scorso mi sono imbattuto con una nutria non per niente spaventata continuava a mangiare mentre la fotografavo e pure quest'anno nello stesso posto era li intenta a far qualcosa. La nutria è un roditore di grossa taglia molto simile al castoro, da cui si differenzia per le minori dimensioni e per la forma della coda (cilindrica nella nutria, piatta nel castoro). Il corpo, lungo intorno a 60 cm, è tozzo e ricoperto da una fitta pelliccia di colore uniformemente marrone scuro, ad eccezione della regione ventrale che è leggermente più chiara. Il peso è compreso tra 5 e 10 kg.e le dimensioni del maschio sono maggiori di quelle della femmina.
A differenza del ratto, con cui viene talvolta confusa, la nutria è un animale prettamente erbivoro: la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche ma in caso di necessità si nutre di qualunque vegetale, comprese le specie coltivate (p.es. mais e barbabietola da zucchero.


Presentato il corso d'acqua e i suoi abitanti eccoci alla giornata di pesca.
Con Egidio, Giovanni era a pesca in Austria da Gargantini , abbiamo deciso di passare il pomeriggio con la canna in mano. Giornata di sole con un vento fastidioso , ma fiduciosi che con l'andar avanti delle ore la forza del vento andava a diminuire.
Pesca a risalire e in secca, schiuse di piccole sedge nere e qualche effimera , poca attività in acqua, ma qualche bollatina si vedeva. Con le follate di vento era difficoltoso fare una posa decente, molti ingarbugli con il tip, ma alla prima occasione buona, quando il vento cessò di colpo per un attimo la posa in acqua della mia imitazione, uno spider tutto nero, risultò perfetta ed una bella fario in pochi minuti era a riva con l'aiuto del guadino foto di rito, rimessa in acqua con le dovute maniere e via di nuovo a lanciare su altre bollate più a monte.






Amo: Pozò 206 16 Nero
Filo: Nero
Corpo: Filo di montaggio
Torace: Fibre di CdC naturale
Hackle: Gallina nera

Egidio anche lui era in difficoltà con il vento e l'attività delle trote in superficie era cessata, ma nonostante tutto avevamo fiducia. Verso sera una schiusa di sedgerine nere e con il vento che man mano perdeva la sua forza, le trote erano tornate in attività frenetica.
Sempre con la stessa mosca riuscii ad agganciare un'altra fario:



Altre due non sono riuscito a guadinarle.
Anche Egidio alla fine è riuscito a prendere una bella fario, e che fario un maschio veramente over. Mi sento in colpa per non aver fotografato quel bellissimo esemplare, mi sono veramente dimenticato di farlo.
Di nuovo il vento che si alzava e per noi due la mezza giornata di pesca finiva li. A conclusione, quelle poche ore con la canna in mano sulla roggia di Gleris poteva essere migliore se le condizioni del tempo ce lo permettevano, da riprovare.

giovedì 8 aprile 2010

Apertura stagione 2010 No Kill Canale di Gronda

Finalmente dopo che il tempo ha smesso di fare le bizze e i problemi di varia natura si sono appiattiti, abbiamo deciso, io, Egidio e Giovanni, di fare l'apertura 2010 sul canale di gronda a Chiarmacis sulla strada che porta da Bagnaria Arsa a Torviscosa, è un No Kill che si trova nel collegio n°. 15 (Cervignano-Palmanova).
Il canale di gronda è un'opera di bonifica che serve a raccogliere tutte le acque e a condurle in un corso d'acqua che ne può sopportare la portata. Si sviluppa rettilineo nella campagna senza particolari evidenze naturalistiche, le sue sponde sono a prato e non si sviluppa vegetazione di ripa, mentre al suo interno si possono notare alghe, il ranuncolo pennello (Ranunculus penicillatus), che in estate produce una bella profusione di fiorellini bianchi sopra la superficie dell’acqua, molto diffuso è il crescione d’acqua (Nasturtium officinale), una crucifera che forma una densa vegetazione nelle rogge a corrente meno veloce e produce piccoli fiori bianchi in giugno-luglio. Questo tipo di acque è originariamente oligotrofico, cioè povero di nutrienti, quindi dove si osservino vistosi sviluppi algali (con fioritura di Cloroficee ovvero alghe verdi), il fenomeno è da ricondurre ad un inquinamento causato da fertilizzanti impiegati nelle campagne circostanti in misura eccessiva e su colture che spesso si spingono fino alla riva delle rogge o canali, senza lasciare una adeguata fascia di rispetto che può garantire una fitodepurazione sufficiente (oltre a consentire il transito per gli interventi di manutenzione del sistema di corsi d’acqua). L’aumento di composti azotati nelle acque comporta insomma una eutrofizzazione ambientale negativa per l’equilibrio ecologico, ovvero una distrofizzazione, e dovrebbe essere evitato.







Questo No Kill esiste da moltissimi anni e i risultati si vedono, c'è pesce e anche di qualità. Bisogna riconoscere la positiva testardaggine dei rappresentanti del collegio che da anni combattano contro la sua revoca. Bravi!. Tenete duro!!!!

Arrivati nelle prime ore del pomeriggio, in un batter d'occhio ci siamo "vestiti" e ognuno di noi tre aveva un qualcosa di nuovo da esibire. Io con la mia nuova canna Loomis e coda, mentre Egidio e Giovanni avevano le loro code nuove.
L'acqua era di una limpidezza impressionante e con una corrente molto lenta, praticamente un piccolo chalk stream, il fondo è coperto in gran parte dalla vegetazione acquatica, le trote erano in bell'evidenza nei tratti di ghiaia, trote rigorosamente fario.
Pescare in un canale, con sponde altissime a "V" dove non esiste vegetazione riparia è obbligatoriamente necessario pescare in risalita, con appiattimento del corpo verso il suolo o addirittura stare in ginocchio per evitare di essere visti dal pinnuto. Un'azione di pesca veramente scomoda, si può entrare in acqua, al massimo per una trentina di centimetri.
Ho pescato con una coda del #6 e con un terminale da 5/6 metri con un tip dello 0,12/0,10, mosche emergenti in cul de canard sull'amo del 18/20.
L'attività del pesce era sporadica, qualche bollata e niente più, pochissime schiuse. La tecnica da fare in questi casi era quella con la ninfa, ma le bollate che ogni tanto vedevi, non faceva altro che invogliarti a tentare con la secca. Qua ci voleva il Meni, lui per natura è un ninfaiolo nato.
Giovanni è stato il prima a spiaggiare una bella fario, seguito subito dopo da Egidio, mentre per il sottoscritto si proponeva una giornata di buio pesto.
Avevo iniziato con un tip dello 0,12 e i risultati erano negativi al massimo, solamente una trota è venuta su a vedere la mia mosca. Dopo un paio d'ore che tentavo di catturare una trota vedo arrivare una macchina che si ferma proprio in direzione della bollata, vedo scendere un ragazzo e con molta calma si preparava per pescare. Intanto io avevo recuperato il terminale e mi ero messo a sostituire il tip , le bollate continuavano con una certa cadenza, sostituito il tip con lo 0,10 e montato di nuovo un'emergente di nuova costruzione.



Amo: 18
Filo: Marrone
Corpo: CdC naturale
Ala: Pelo di alce con qualche fibra di CdC naturale

Lanciai la mia esca un paio di metri sopra la bollata, mentre il ragazzo osservava la mia azione, ecco che in acqua accadde quello che speravo, la trota era salita sulla mia moschina, una dolce ferrata e la trota dopo un paio di minuti era nel mio guadino.
Una bella fario, bellissima la sua livrea di cui faceva spicco l'elevata quantità di macchie rosse e nere.


Scongiurata la figura di m.... davanti ad uno spettatore interessato e galvanizzato dal successo appena ottenuto, sostituii la mosca con un'altra anch'essa di recente costruzione con il corpo spoglio, solo torace e ala in cdc.



Amo: TMC 200R #20
Filo: Marrone
Torace: Pelo di lepre
Ala: CdC naturale

Un paio di metri a monte un'altra fario stava bollando, un lancio perfetto e........anche quella dopo un paio di minuti era nel guadino.
Due fario, non esaltante il risultato per la prima giornata di pesca, comunque il ghiaccio è stato rotto. Nel frattempo venivo raggiunto da Egidio e Giovanni, il che significava che era ora di tornare a casa.
A conclusione nel tirare le somme:- giornata bellissima, corso d'acqua eccezionale, pesci combattivi e bastardi, peschi in santa pace, il posto è poco frequentato.
Giovanni 1 pesce
Io 2 pesci
Egidio 6 pesci, a lui il primo round.



Una foto per il grande "vecju"

martedì 16 marzo 2010

Flymphs e Soft Hackles


Soft Hackle: La Yellow
Amo: 14-16
Filo: Giallo pallido
Corpo: Filo di montaggio
Torace: Dubbing oliva
Hackle: Piuma petto di germano femmina


Flymph: March Brown
Amo: 12-14-16
Filo: Marrone
Code: Fagiano
Corpo: Lepre
Rib: Tinsel argento piatto
Hackle: Pernice


Flymph: La Nera
Amo: 12-14-16
Filo: Nero
Coda: Gallina nera
Corpo: Filo di montaggio
Rib: Tinsel tondo argento
Torace: Dubbing di opossum nero
Hackle: Gallina grigia


Soft Hackle: Tup's
Amo: 14-16-18
Filo: Nero
Corpo: Tinsel oro piatto
Torace: Dubbing lepre rosa
Hackle: Starna


P&P Mosca di Enzo Bortolani
Amo: 12-14
Filo: Nero
Corpo: Piuma del fianco del germano femmina
Hackles 2: Germano femmina-Pernice


SARA Mosca di Pierluigi Zanin
Amo: 14-16-18
Filo: Nero
Coda: Fagiano o Pernice
Addome: 1-1,5 mm. di Tinsel tondo argento
Torace: Dubbing di montone scuro
Hackle: Pernice


Pescare a mosca in torrente con i primi sfarfallamenti con acque alte ad inizio di stagione per gli amanti della secca è un po' difficile per l'attività del pesce che non disdegna insetti a mezz'acqua o appena sotto la superficie.
E' però possibile scegliere delle mosche capaci di catturare sia in galleggiamento parziale appena sotto il pelo dell'acqua, oppure trascinate in profondità.
Stiamo parlando della mosca sommersa.
Le mosche sommerse si dividono in tre grandi categorie: le sommerse alate tradizionali, le sommerse senza ali o flymphs e le soft hackle, equivalenti ai nostri spider. Si possono utilizzare singole o in un treno di due o più artificiali, con la stessa attrezzatura usata per la mosca secca.
Prendiamo in considerazione le Flymphs e le Soft Hackle.
L'efficacia delle flymphs è basata sul modo in cui è costruito il corpo che è costituito interamente da pelo naturale, il corpo di questi artificiali, una volta bagnato, trattiene minuscole bolle d'aria che gli conferiscono una traslucentezza difficimente ottenibile in un'altro modo, in queste imitazioni l'hackle giuoca un ruolo meno importante che nelle soft hackle.
Grazie a questo particolare, sono perfette per imitare le pupe di tricottero in procinto di emergere.
Le soft hackle o spider hanno il loro elemento essenziale nella hackle. Una volta montate conferiscono alla mosca una parvenza di vita, in acqua infatti le sottili fibre si muovono in un modo incredibilmente naturale e a ciò è dovuta gran parte della loro efficacia. Queste mosche imitano le pupe di tricottero, le effimere allo stadio dun, spinner e spent, le stonfly e i terrestrial. Sono tutti insetti che , trascinati dall'acqua, assumono una forma di sottile con solo poche appendici che si muovono nella corrente: zampette e ali.
Pe questo è importante costruire queste imitazioni con poco materiale.

sabato 13 marzo 2010

G. Loomis StreamDance 9' #5 4pz.






Avevo la necessità di comperare una canna di 9' #4/5 per 4 pz., quelle che ho sono tutte di tre pezzi. L'unica a 4 elementi della mia flotta di canne è una G.Loomis IMX 9'#6.
Dicevo, che andavo in cerca di una 4 pz. e possibilmente d'occasione, questo per limitare i costi, per il semplice motivo che le dimensioni delle 4 pz. mi stanno dentro alla borsa-valigia.
Io, Egidio, Giovanni e Dino abbiamo in programma un viaggio di pesca a giugno in Lapponia Svedese organizzato dall'agenzia dell'amico Aldo Silva. Girovagando via on-line nei mercatini dei forum di pesca, ho notato una G.Loomis StreamDance Metolius 9'#5 per 4 pz., ad un prezzo veramente conveniente. Il proprietario, un noto garista di fama internazionale, fa parte della nazionale Italiana di pesca a mosca, da anni non la usava e sono state pochissime le volte che l'ha messa in opera(5 o 6 volte). La canna è perfetta non ha un graffio, solamente il sughero del manico è un po' sporco, ma su suggerimento di Stefano(Sagola)il boss del sito www.tightlines.it, con uno straccio imbevuto di alcol ed un'energica stropicciata, l'impugnatura è tornata nuova.
Su internet ho trovato questa recensione:

- Questa era considerata il cavallo di battaglia della nuova serie StreamDance, il Metolius era l'esemplare della dedizione di G. Loomis' nella creazione di canne con azioni specifiche che era ideale per i piccoli corsi d'acqua, dove la precisione è tutto. E' moderatamente rigida con l'azione ad alta velocità.
Il Metolius era la gamma più economica della serie StreaDance. In via preliminare, sono rimasto impressionato dal momento in cui ho preso in mano questa bellezza. Tra l'altro, la foderina e il tubo portacanna è lo stesso di quello per il suo fratello più grande, il GLX. Che può essere una cosa da poco per alcuni, ma per me, è una gran cosa. Troppo spesso ho visto canne di gamma della serie economica vendute senza portacanna e foderina.
La serie Metolius ha la stessa forma e la finitura come GLX. Si tratta, senza dubbio, una canna molto carina.
Metolius Streamdance è stata sostituita dalla serie East Fork. La descrizione East Fork nel catalogo suona un po 'come il Metolius.-

Fra pochi giorni, la verità sul fiume, l'ho provata in giardino con coda 5 WF e 6 WF mi sono trovato subito bene, carica bene e ha un'azione veloce, ideale per la pesca che intendo fare, in breve: un mix vincente di resistenza, leggerezza ed eleganza

lunedì 8 marzo 2010

28/03/2010 Si apre in Friuli




Il 28 marzo apre la stagione piscatoria in Friuli, un parco di acque meraviglioso e capace di dare soddisfazioni immaginabili per chi ama la pesca con la tecnica della mosca. Il Friuli è il regno della pesca con esche artificiali.
L'Isonzo, il Resia, il Tagliamento, il Varmo, il Natisone, lo Stella, il Livenza, il Meduna, il Noncello, il Cellina, il Torre, i suoi laghetti prealpini e le decine di sorgive con l'infinito numero di vivaci roggette sparse un po' dappertutto con generosità e regolarità quasi studiata a ricoprire fittamente l'intero territorio fanno si che questa Regione possa offrire ben oltre 2000 Km. di acque interne popolate da ogni specie di fauna ittica.
Il tutto viene gestito direttamente dai pescatori tramite l'Ente Tutela Pesca, che provvede costantemente alla salvaguardia di tale patrimonio con analisi periodiche delle acque, con costanti ripopolamenti sia con materiale autoctono di prelievo che tramite gli allevamenti ittici e sempre sotto il diretto controllo di un proprio Centro Idrobiologico che pratica varie attività di ricerca a livello europeo.
Sono ricordi le vecchie gestioni dell'Etp, dove , tra alti e bassi, critiche e bei discorsi, semmine a tonnellate su richiesta del "Pronto Cattura" dell'ultima domenica di marzo, per soddisfare la vecchia e sinora inestirpabile mentalità del "più si semina più si pesca",con la trasformazione dei nostri fiumi in luoghi di pesca al pesce-pollo , pesca attuabile solo nei momenti immediatamente seguenti la semina con la poco edificante processione di pescatori al seguito del camion che porta il pesce.
Invece il vento è girato da molti anni da questa parte, il serio impegno per affrontare una nuova e costruttiva gestione finalmente ha dato i suoi frutti.
Gli uomini ci sono, la buona volontà c'è sempre stata: HA FATTO SEMPRE ACQUA la buona fede di chi CRITICAVA e se ne andava a pescare altrettante "galline o polli" a pagamento all'estero a suon di Marchi allora e di Euro adesso e con la coscienza tranquilla.
La rigorosità necessaria nella condotta della gestione delle acque trova alcune categorie di pescatori mal disposti ad accettare delle regole di comportamento atte a garantire una maggior sopravvivenza al pesce da rilasciare, l'immissione eccessiva è controproducente e quello di pesce di misura legale per la pronta pesca è assolutamente contraria al ripopolamento.
Non è stato proprio tanto facile, ed in particolare da parte dei responsabili dell'Etp - data la chiara, inizialmente, impopolarità delle scelte che si andavano ad operare. Perchè di una piccola rivoluzione si trattava e si tratta. E' stato un grande passo nel futuro di questa Regione sin troppo additata come ultimo Paradiso per pescatori, ed ultimammente un po' simile a Purgatorio.
Per il 2010 è da evidenziare l'aumento dei Regimi Particolari e della chiusura della stagione il 31/10/2010 anche per le zone No Kill.

Scelte impopolari da parte di chi intende la pesca sportiva con la "sporta"(carniere), chi intende la pesca con le gare su acque pregiate, chi è contrario al progetto marmorata, alle zone di Regimi Particolare, alle zone No Kill, al campo fisso di gara, contro chi pratica la pesca a mosca, alla misura e alla quantità di pesce da trattenere e per finire il costo della licenza : 50 Euro per tutte le acque della Regione, da Tarvisio a Lignano e da Forni Avoltri a Trieste.
Insomma c'è sempre qualcuno che non gli va bene un bel niente!!
Sarebbe un sogno l'assistere al rilascio di una bella cattura in zona libera da vincoli da altri pescatori con tecniche diverse, creasse una moda: se ne vedono tante di peggiori.

E per finire, una citazione che non centra una bella mazza con la pesca, ma volevo farlo per mettere in risalto l'ambiente e la gente che vive in questa Regione:

L'incantevole e fatato verde di montagne e vallette, la dolcezza delle colline punteggiate da una miriade di paesini laboriosi e puliti, la vastissima sua pianura aperta sul mare e fittamente solcata da corsi incredibilmente ancora limpidi e pescosi, l'inimitabile prodotto dei suoi vigneti, fanno di questa generosa terra: - Compendio dell'Universo.- Ippolito Nievo

Ogni angolo di questo "incrocio stradale" della Storia d'Europa testimonia gli eventi che hanno interessato la Penisola itallica dall'Epoca Romana alle Invasioni dei Barbari e alla Grande Guerra, forse a causa di tante sofferenze, ne è uscito un popolo forte, paziente e generoso, sempre pronto all'ospitallità, all'amicizia e all'allegria.

giovedì 4 marzo 2010

Progetto Temolo: Prima spremitura di temoli nati in cattività



Centro Ittico Ente Tutela Pesca a Maniago(PN) Dusan Jesensek con Dino, dietro Lucijan Reiec presidente della Ribiska Druzina di Tolmino Temoli narcotizzati con sostanze naturali pronti per la spremitura Dusan Jesensek in spremitura Uova di qualità eccellente Dopo le femmine tocca ai maschi Gian Maria Sigalotti con la piuma di tacchino adagia le uova fecondate in incubatoio Uova fecondate poste in incubatoio in dolce attesa Dino con un collaboratore ittico di Maniago, davvero professionali e impagabili. Dino in mezzo a due mostri sacri a sx Gian Maria Sigalotti e a dx Dusan Jesensek

Il temolo(Thymallus thymallus)adriatico o padano e conosciuto come pinna blu che, secondo i risultati di ricerche genetiche, si differenzia per alcune caratteristiche dal temolo del bacino idrografico del Danubio, per la sua riproduzione in cattività presenta ostacoli complicati e molto ardui da superare. Le varie prove effettuate finora hanno dimostrato come la cattura e la successiva stabulazione in impianti - pure dotati di ottime caratteristiche per quanto concerne acqua, mangime e vasche - e nonostante ogni accorgimento preso per limitare le manipolazioni e altri stress, comportino un repentino crollo percentuale delle uova fecondabili. La grande sfida che si è proposto l'Ente Tutela Pesca nel caso di questa specie, non sta solo nel garantire la sua purezza genetica, quanto nel riuscire a superare quei fattori critici e di garantire la riproduzione in ambito artificiale. L'obbiettivo che l'Ente si è prefissata è di partire da uova di esemplari selvatici per ottenere una prima linea di temoli da accrescere nei suoi allevamenti fino a farli diventare riproduttori con i quali dare finalmente avvio alla produzione su larga scala. Il centro ittico Etp di Maniago(Pn), ha ottenuto la certificazione sanitaria di zona indenne, grazie anche all'utilizzo delle eccellenti acque del torrente Colvera. La ricerca, il controllo dei riproduttori, la spremitura e la fecondazione, sono avvenute direttamente nel fiume. Le fasi successive(sviluppo embrionale, larvale e crescita) sono avvenute nel centro ittico. La fecondazione artificiale sono avvenuti nei fiumi: Meschio e Livenza, ai confini occidentali della regione FVG, e fiume Ledra, nell'area centrale. Le prove, supportate dalle informazioni contenute in letteratura, hanno consentito di valutare la fase "maturativa" e l'ovulazione, di affinare le tecniche di spremitura, nonchè d'individuare l'alimentazione idonea alle fasi pre-svezzamento e allevamento fino allo stato giovanile. A proposito porto a conoscenza qui sotto il discorso fatto dal Prof. Emilio Tibaldi alla presentazione del Progetto Temolo in Friuli Venezia Giulia, tratto dal Notiziario d'informazione dell'Etp marzo 2008: "Uno dei problemi maggiori - ha spiegato il professor Emilio Tibaldi, del Dipartimento di scienze animali dell’Università di Udine - è legato all’individuazione di una dieta adatta alla crescita in cattività, in quanto quelle attualmente esistenti sul mercato non sono state pensate per un pesce tanto delicato ed esigente, tanto da provocare elevate percentuali di mortalità, oltre che malformazioni in molti esemplari sulle cui cause stiamo ancora indagando”. Da molti anni i vicini Sloveni hanno avviato progetti di allevamento in cattività del temolo, ma anche loro incontrano grandi difficoltà legate all’incapacità degli esemplari selvatici di adattarsi alla cattività, fattore che limita fortemente la possibilità di ottenere uova. Dušan Jesenšek, del Centro ittico di Tolmino, in Slovenia,con il quale l’Etp ha avviato una proficua attività di collaborazione e scambio di informazioni, ha confermato che, viste l’incapacità degli esemplari selvatici adulti di adattarsi all’ambiente artificiale qual è un allevamento,si sta cercando di far crescere in cattività esemplari con i quali allestire finalmente un parco riproduttori che permetta di ottenere buone quantità di uova fecondate. Bene! Anche questo scoglio è stato superato grazie alla conoscenza ed alle nuove soluzioni alimentare, che si basa principalmente sulla collaborazione tra gli allevatori e le Università ricercatrici. E' stato dimostrato che allevare in cattività questa specie ittica che cresce con la stessa velocità di quella che invece si trova nell'ambiente selvatico. Lo spirito di collaborazione e scambio di esperienze con i vicini Sloveni, della Ribiska Druzina di Tolmin, sta trovando concreta attuazione con lo scambio costante di esperienze e informazioni, coinvolgendo non soltanto i ricercatori, ma anche gli uomini che lavorano nei centri ittici del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. L'Etp ha intrapreso con estrema convinzione questa strada che, dopo tre anni di duro lavoro, da parte dei volontari collaboratori ittici di Maniago(Pn)finalmente ieri 04/03/2010 i risultati si son fatti vedere. Al centro ittico Etp di Maniago, davanti alle autorità competenti dell'Ente e presente la Rai con il TG R del Friuli Venezia Giulia è avvenuta la prima spremitura, in anteprima in Italia, dei temoli nati in cattività. Erano presenti il presidente della Ribiska Druzina di Tolmino il sig. Lucijan Reiec e l'idrobiologo, nonchè l'artefice principale per le operazioni di spremitura il sig. Dusan Jesensek. Nel 2002 l'Associazione pescatori di Tolmino riuscì per la prima volta nella storia dell'allevamento di questa specie ittica, a spremere i riproduttori nati in cattività ed a conservarli. La qualità delle uova prodotte dalle femmine di prima spremitura era scadente e non utilizzabile; mentre di qualità eccellente si presentavano quelle di esemplari del quarto e del quinto anno di età. E' da considerasi ottima la qualità delle uova prodotte dalle femmine di temolo nel centro ittico di Maniago, dopo solo tre anni dall'inizio del progetto. Il sig. Dusan Jesensek, conosciuto in tutto il mondo per i suoi scritti sul tema, con il Sig. Gian Maria Sigalotti, il suo incarico in seno all'Etp, concerne la consulenza professionale su tutti gli aspetti tecnici ed organizzativi riguardanti la gestione degli impianti di allevamento ittico dell'Ente; consulenze specifiche nella pianificazione, gestione e controllo della produzione ittica; consulenza su aspetti zootecnici riferiti a selezioni, trasferimenti, piani alimentari delle specie ittiche allevate; stesura relazioni trimestrali su andamento e risultati della gestione, sono stati tra gli artefici per la buona riuscita del progetto marmorata. E' stata una gran giornata per me e per questo ne sono grato a Dino che ha voluto e preteso che fossi presente ad un evento così importante.