domenica 26 giugno 2011

Di nuovo in Gacka e in kupa


Una promessa è come un debito.
Io e Giovanni avevamo promesso ad Egidio che nel momento che le sue condizioni fisiche migliorassero lo avremmo portato un paio di giorni in Gacka e in Kupa da Josip alle sorgenti.
In Gacka andare in questi tempi è molto dura, abbiamo trovato acqua limpida con i livelli bassi. Si vedeva il fondo del fiume anche nelle buche più profonde, dove stazionavano le grosse iridee intente a dar la caccia a ninfe e gamberetti. Attività in superficie rara, pochissime schiuse di sedge e moltissime di chironomidi, solamente le trote di piccola taglia ogni tanto rompevano la dormiente corrente del fiume in superficie e le famose erbe filiformi stavano a poco a poco affiorando. Il periodo migliore per gli amanti della secca sono i mesi di aprile, maggio e la prima settimana di giugno, per il resto della stagione per avere successo su questo difficilissimo fiume bisogna pescare sotto e a vista.
Egidio e Giovanni sono per la secca, ma il vecju ottiene ottimi risultati anche con lo streamer.

Egidio e Giovanni pronti per pescare nel curvone sopra il ponte della statale

Io mi adatto molto facilmente alla condizioni del fiume e i risultati alla fine si vedono.
La "cura o sistema" dell'amico Meni è stata vincente nei due giorni, sopratutto il secondo giorno dove avrò spiaggato oltre una decina di trotoni davvero raguardevoli.
A Giovanni il Gacka non piace, non è un fiume che ama particolarmente, il suo "campo" è l'acqua mossa e poi complice il gran caldo con un sole che picchiava come se fosse in pieno agosto la sua attività piscatoria si è limitata a poche ore in due giorni con pochissime catture. Egidio invece sembrava rinato sopratutto il primo giorno dove dette la paga a tutti noi sia sotto con il "neri"(streamer: Bugger Woolly) che sopra con il Plumin del Norio sette o otto trote di cui alcune di qualità è riuscito a prenderle.

Streamer da Gacka

Dall'esperienza con le carpe con la coda di topo il Meni(lui è uno specialista in merito) la volta scorsa a dette dimostrazione come si prendono le grosse trote nelle buche.
Come si sa il colore bianco è micidiale per le iridee e con la bread fly lasciata alla deriva da dei risultati davvero strabilianti, ecco io ho messo in pratica quello che avevo visto fare dall'amico Meni all'inizio del mese. Non è una pesca da puristi per un fiume come il Gacka, ma se non usavo questo metodo non so se riuscivo a fare qualche cattura.

La Bread Fly

La Bread fly non è altro che del yarn bianco avvolto sul gambo dell'amo, lanciare verso monte con un piombino a trenta centimetri dall'esca in modo che vada sotto e lasciarlo alla deriva e poi non si fa altro che aspettare l'attacco violento della trota, di solito le prime a farlo sono le più grosse.
Alcune immagini delle mie catture:





Lasciato il Gacka senza rimpianti in questo periodo con il meteo incerto abbiamo risalito la Croazia sulla bellissima autostrada verso il confine con la Slovenia, destinazione le sorgenti del Kupa.
Tempo incerto dicevo ma l'impressione che la pioggia prevista non si faceva sentire e così fu. In questi giorni il fiume è sotto una pressione piscatoria notevole da parte di pescatori provenienti da varie parti del mondo d'altronde un posticino così merita di essere frequentato, fin quando i livelli dell'acqua lo permettono.
Il piccolo parcheggio era già occupato da una macchina proveniente dalla Svizzera e mentre ci si stava vestendo un'altra parcheggiava vicino a noi proveniente da Cesena, il posto si stava affollando.
Memore dalla volta scorsa mi sono posizionato nel tratto con corrente a fine della piana dello stavolo delle pecore. I livelli erano bassi di almeno una ventina di cm. dall'ultima volta che ci sono stato, ma il risultato non è cambiato. Pescando sotto con il mio jig ho fatto delle bellissime catture di temoli fino alla pausa pranzo.



Rientrato al parcheggio ho trovato Giovanni e Egidio che mi stavano aspettando non avevano fatto un granchè qualche temolo e moltissimi rifiuti, Egidio si lamentava e dava i primi segni di stanchezza.

Egidio il "vecju"

Le condizioni fisiche del vecju, dopo un'anno di ricoveri ospedalieri e quintali(modo di dire) di pastiglie il suo fisico dava segno di cedimento, ma ha voluto continuare a pescare assieme a Giovanni nella piana sopra la passerella, fino allo stremo delle forze. Poi con fatica sono rientrati al parcheggio e con calma si sono cambiati e attendevano il mio ritorno. Avevo un sentore che qualcosa non andava per il verso giusto così alle 17,00 sono ritornato al parcheggio e vedendoli già cambiati e seduti in macchina ho capito al volo che l'avventura era terminata e che si doveva rientrare a casa la sera stessa.
Dispiace moltissimo per il vecju ci teneva molto a pescare il quel posto, in passato quante bastonate ci ha dato, sono indimenticabili i giorni e le notti trascorsi da Josip un paio d'anni fa.
A conclusione anche dopo la pausa pranzo mi sono divertito sempre nello stesso posto, pure Giovanni trovando la mosca giusta alla fine si è divertito, mentre per Egidio è stato un calvario.
Non disperare vecju, vedrai che il tempo aggiusta ogni cosa e che il Kupa è sempre lì ad aspettarci.

Eccoci al Ristorante Mirni Kutak a Otocac la sera prima della partenza per il Kupa

1 commento:

  1. Ho dato un'occhiata al tuo blog, l'ho scoperto per caso ricercando sul web le mie passioni:PAM e Funghi.
    E' ben fatto e molto "elegante", complimenti.
    stefano Balestreri
    http://appuntidimicologia.blogspot.com

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