giovedì 10 novembre 2011

Aggiunto nuove immagini alla galleria Carp Flies


Lunedì scorso 7/11 con il Meni sono andato a carpe al lago di Cordovado. Giornata che non prometteva niente di buono. La mattina il tempo era incerto, con pioggia e schiarite. Come d'accordo, con il mio amico mi sono trovato al lago di Gino nelle prime ore del pomeriggio. Non pioveva più e la nostra speranza era che nel resto della giornata le condizioni meteo a noi favorevoli dovevano tenere fino alla chiusura del lago.
Eravamo gli unici a pescare, tanto bene.
Nei giorni di pioggia mi sono dedicato alla costruzione di esche per le carpe. Girovagando on line nei siti Americani, Inglesi e Francesi sono riuscito a trovare e copiare, con qualche variazione personale ai dressing originali, una serie di Carp Flies.
Usando solamente queste Carp Flies ho avuto un grandissimo risultato nelle catture, contate, alla fine ne avevo guadinate 14 e non sono poche.
Dopo questo successo mi sono dato daffare nella costruzione e nel giro di pochi gg. ho riempito una fly box.
Alcune immagini, il resto lo potrete vedere nella Galleria Carp Flies :



venerdì 4 novembre 2011

Difficoltà e piacere



Una delle situazioni che personalmente metto al primo posto in assoluto per difficoltà e piacere è andare a temoli in un contesto ben preciso. Utilizzare imitazioni costruite curando il minimo particolare e di taglia piccolissima, impiegate in piane di acqua bassa e lentissima. In giornate in assenza di vento dove l'acqua è uno specchio di cristallo lievemente rotto solo da correntine superficiali quasi impercettibili.
Questa situazione di pesca la trovo diverse volte sul Kupa alle sorgenti, quando i livelli del fiume sono bassi , anzi bassissimi. La chiusura della stagione l'ho fatta assieme ad Alessandro a fine settembre e il fiume si presentava come descritto sopra.(vedi report precedente)
Catturare un temolo in queste condizioni è un piacere indescrivibile sopratutto dall'uso di queste minuscole "moschettine"amo dal 18 al 24, così curate e preziose che risultano la componente spesso essenziale nella circostanza in cui si verifica questo evento specifico.
E' chiaro che l'obbligo di un'attrezzatura molto leggera (code del 3/4) e l'uso di terminali molto morbidi, sottili e sempre molto lunghi (dai 4 ai 6 metri ed esilissimi (in punta un tip dello 0,008) con canne lunghe sui 9'/10' piedi.
La difficoltà maggiore la troviamo nell'azione di pesca, consiste nel cercare da far si che la mosca scenda verso valle in maniera corretta, la presentazione della imitazione viene effettuata nella quasi totalità dei casi a scendere e parallelamente al senso della corrente, insidiare in questo modo un pesce che sta bollando è sicuramente uno degli approcci migliori, ma questo sistema di pesca si è rivelato estremamente redditizio anche in assenza di bollate, raramente con lanci obliqui.
Per quanto riguarda le moschette, il cul de canard fa da padrone nella realizzazione di questo tipo di artificiali.
Artificiali che imitano in parte la grande varietà di ditteri generici, ma efficaci anche nelle schiuse nelle taglie proporzionate di effimere o chironomidi.
Un gran aiuto per la costruzione degli artificiali l'ho trovato su due libri in lingua inglese, acquistati via on-line da IBS Italia:

Tying Small Flies di Ed Engle

Modern Midges
Tying & Fishing
The World's
Most Effective Patterns di Rick Takahashi & Jerry Hubka

Gli autori sono Americani oltre ad essere dei grandi personaggi nella nostra tecnica di pesca sono anche dei costruttori fenomenali.






Mosche su ami dal 18 al 24





giovedì 3 novembre 2011

Mosche visibili

In passato credevo che l'accuratezza delle imitazioni degli insetti naturali - acquatici o terrestri - avesse un'importanza estrema, specialmente per quanto riguarda le dimensioni e i colori.
Credo ancora che nella maggior parte dei casi questo sia vero. I colori del corpo e dell'hackle sono essenziali per l'imitazione degli insetti naturali. Invece sono ora certo che il colore delle ali non abbia alcuna importanza sia per le trote che per i temoli.
Da oltre 10 anni ho un difetto alla vista, una cosa naturale per chi ha la mia età, che mi rende difficile vedere e seguire una mosca secca che galleggia sulla superficie. E' un problema sopratutto con le mosche più piccole, e in alcune condizioni di luce non riesco a vedere assolutamente la mosca. Potevo solo ferrare quando vedevo una bollata nel punto in cui pensavo che fosse la mia mosca. Mi era anche difficile vedere se il mio finale dragava o meno, l'elemento più importante nella pesca a mosca secca.
Per sopperire a questa defezione fisica mi son dato d'affare, riviste, libri, e internet, la soluzione era a porta di mano. Tutte le imitazioni che con ali ben visibili di qualsiasi materiale sono state copiate, catalogate e inserite nelle mie fly box.
Le prime imitazioni sono state quelle della serie Wulff, in particolare la Royal Wulff , con le ali bianche a "V" in pelo coda di vitello, e poi la miglior mosca emergente/secca in assoluto la Klinkhammer Special. La Royal Coachman, la classica mosca di fantasia creata nel 1878 dall'americano John Haily. A conclusione ora costruisco solamente mosche secche con ali ben visibili, con i nuovi materiali di costruzione in circolazione è molto più facile di allora nel creare nuove ed efficaci imitazioni.
Alcune immagini:












mercoledì 2 novembre 2011

Scrivere di più


Attualmente non è facile scrivere un buon post che tratti di pesca a mosca: i motivi sono molteplici.
Sulla pesca a mosca è stato detto molto, specialmente negli ultimi anni e si corre il rischio di ripetere argomenti che sono già stati trattati in modo più che esauriente.
A parte il fatto che un argomento per essere interessante non necessariamente deve essere nuovo.
Per dire qualcosa di nuovo occorre innanzitutto avere una lunga esperienza di pesca: è necessario conoscere bene le acque, gli insetti e il loro ciclo, i materiali che si usano, gli attrezzi e tutte quelle cose che hanno attinenza con la pesca a mosca e che sono fondamentali per riuscire a catturare non a caso ma secondo un motivo logico.
Partendo da questa base, il pescatore che ha tempo e denaro (beato lui), può fare nuove esperienze, trarne le debite conclusioni e far conoscere quello che ha imparato agli altri pescatori che o perché "nuovi del mestiere" o per la mancanza di tempo o in qualche caso per pigrizia si fermano a quello che gli è stato insegnato ai corsi e che ovviamente ha solo il compito di metterli "sulla buona strada" e non di guidarli per mano.
Qualcuno si starà chiedendo dove voglio arrivare con questa chiacchierata. E' presto detto.
Sono abbonato a due riviste periodiche del settore in questo momento, in passato erano quattro, ho una biblioteca sulla pesca a mosca degna di ogni attenzione e nel PC ho messo nei preferiti almeno una trentina di siti di Pam famosi ma non si legge niente di nuovo, gli articoli sono scritti dai soliti dieci o dodici (più esperti e volenterosi) e quello pubblicato viene copiato, camuffato, riadattato e messo in rete.

Trovo invece interessanti i Blog dei pescatori che amano "far da se", a volte in modo sorprendente, piccole cose molto utili che servono da traino e come base di discussione, si leggono volentieri le esperienze, quelle che ognuno fa nelle acque in cui va a pescare, articoli su itinerari di pesca poco conosciuti e sopratutto i post sulla costruzione degli artificiali.
Sono convinto, che la stragrande maggioranza dei pescatori a mosca (e fra questi in passato mi sono messo anch'io), per le ragioni esposte all'inizio molti pescatori non si sono mai presi la briga a scrivere qualcosa, anche quando avrebbero potuto farlo, ma hanno sempre letto con piacere gli scritti degli altri, pescando qualche volta "di rendita".
Scrivere un post da manuale richiede un professionista, ma scrivere un post per un blog o un articolo per una rivista del settore richiede solo un po' di conoscenza della lingua e un po' di buona volontà.


martedì 1 novembre 2011

Novità nel Blog

Se non ve ne siete accorti ve lo dico io. Nel lato dx dei post che pubblico da ieri ci sono dei nuovi gadget, che riassumono il grande lavoro fatto in questi giorni.
Un lavoro che consisteva nel selezionare, fotografare e pubblicare nel web una parte delle mie oltre tremila imitazioni fatte negli anni. Alcune mosche sono state fatte una trentina di anni fa, la tecnica di costruzione di allora lasciava molto a desiderare, ma l'affetto che nutro verso queste imi è tanto che mi ha spinto a inserirle nell'album.
Sono un fotografo autodidatta e il risultato è quello che vedete.

Il lavoro è stato suddiviso in sei gadget:
Dry Flies (Mosche secce)
Wet Flies (Mosche sommerse)
Nymphs (Ninfe)
Bead Head Nymphs (Ninfe pesanti con testa in metallo)
Streamers
Carp Flies (esche artificiali per carpe)

Mi prendo l'onere di inserire negli album le mie future creazioni.

Buona visione.