giovedì 8 luglio 2010

Di nuovo alle sorgenti del Kupa

Partenza alle ore 5,30 destinazione le sorgenti del Kupa nel parco del Risniak.
Giovanni ed io, Egidio non poteva venire e Dino era impegnato in qualcos'altro.
Giornata che prometteva bene, meteo.it, metteva per la giornata in quei luoghi sole e piccole nuvolosità, ma niente pioggia, la previsione si stava avverando.
Prima fermata in un distributtore di carburante nell'autostrada slovena per acquistare la famosa e maledetta vignette. La seconda fermata nel paese di Cernika per prendere il pane fresco per la sosta di mezzogiorno, il menù era; panino con il salame e prosciutto di S.Daniele e per il bere............le birre di Josip.
Alle 8,15 il SUV di Giovanni si fermava nel parcheggio deserto all'entrata del parco.
Eravamo soli e Josip non era presente, ma conoscendolo bene da li a poco non tardava a farsi vedere.
Nel frattempo decidemmo di andare a vedere il fiume e per controllare i livelli, facendosi spazio tra la famigliola di oche, il maschio è molto agressivo quando ci sono i piccoli e le pecore tenendo d'occhio sempre l'ariete, in passato molte volte ci ha fatto fuggire a gambe levate.


Il fiume si presentava come al solito bellissimo in un contesto ambientale molto invitante. Il livello dell'acqua era bassino, una delusione, ma le prime bollate di temoli, ci ha fatto dimenticare la Savinjia.


Avevamo deciso di fermarci li e di tentare lo stesso a pescare in una situazione molto difficile, già sperimentata esattamente un anno fa.
Nel frattempo Josip sopra al suo trattore era rientrato , stava trainando a valle dei tronchi di faggio, da un bosco sopra alla sua abitazione.
Sbrigate le pratiche burocratiche(il permesso: costo 36 euro) bevuto il caffè alla turca fatto dal tipo duro, in un batter d'occhio abbiamo fatto la "vestizione" ed eravamo pronti per pescare, la scelta della tecnica era scontata, io a ninfa e Giovanni a secca. La decisione è stata quella di iniziare a pescare da monte verso valle all'inizio del tratto del permesso. Per chi conosce il fiume il quel posto è l'ideale per le due tecniche. Giovanni si posizionava a monte del raschio e io a valle.

Iniziai con una bead in tug corpo fagiano, rib. oro e torace in lepre tinto rosa.
Memore dei consigli di Gabriele, figlio di Aldo Silva, mio maestro di ninfa in Lapponia incominciai a far le "passate" e al terzo passaggio un bel temolo ha cercato di suicidarsi, foto di rito e via di nuovo sempre con la stessa ninfa.

Poco dopo anche Giovanni rilasciava il suo primo temolo della giornata.

Il raschio non è molto lungo, si può dire che è l'unico tratto sopra la passerella che l'acqua "tira", poi una piana lunga oltre 400 metri e con i livelli bassi e l'acqua limpida dove i pesci stazionano vigili e appena ti muovi in acqua vedi un fuggi fuggi di temoli.
Rimasti in zona per un bel po' di tempo con catture al contagocce, decisi di passare a secca dopo aver notato che le bollate aumentavano di ritmo.
L'esperienza di un anno fa in questa situazione è stata molto utile: Terminale da 14#con un tip dallo 0,08 e micromosche(small flies)dal 20 al 26.



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Pesca a discendere e all'attacco del pesce alla mia imitazione con molta attenzione e delicatezza nella ferrata, bastava alzare la punta della canna, i risultati non tardarono a venire:


Altre catture fino alla pausa pranzo, pure Giovanni si era divertito nel raschio, ha passato tutta la mattinata in quel posto.
Mentre si mangiava all'ombra vicino alla macchina il figlio di Josip veniva giù dal sentiero dove con il padre stava lavorando con i trochi di faggio e in mano aveva 5/6porcini e andava a metterli in frigo.
Già lo scorso anno in questa stagione io e Egidio ne avevamo trovati e prima di ricominciare a pescare dissi a Giovanni che andavo a vedere lungo il sentiero che costeggia il fiume verso valle per vedere se c'era qualcosa.
Immaginatevi in che condizioni ero a caccia di funghi: Waders, giubbino che pesa una madonna, canna, wading staff, sacchetto e coltellino. Il sentiero non è pianeggiante anzi saliva di brutto. Le birre, i panini, lo strudel e il caldo ero sudato come se avessi fatto una sauna filandese ma la soddisfazione di vedere tanti porcini sul costone alla mia sx mi sembrava di essere fresco come una rosa



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Tanti funghi, ma pieni di vermi, solamente quelli ancora non sbocciati i più freschi ne erano privi e una quindicina sono riuscito a trovarli. Sceso velocemente verso la macchina e curato i funghi alla meno peggio e messi al fresco nella borsa frigo e, per riprendermi dal calore sono andato subito in acqua nel posto dove la mattina eravamo andati a controllare i livelli. Con l'acqua fino al bacino stavo da Dio e piano piano mi stavo riprendendo. Davanti a me una piccola correntina era popolata di temoli, lo sapevo che li c'erano e sempre con le small flies sono rimasto fino a sera catturando anche qualche bel temolo:



Conclusioni di una giornata di pesca.
A sfavore: Assolutamente non si doveva pescare in quelle condizioni.
Il costo del permesso e i livelli hanno allontanato molti pescatori, anche se Josip lo nega.

A favore: l'ambiente meraviglioso e i funghi
Pochissima gente, anzi eravamo solo noi e un pescatore di Brescia in ferie in costa dalmata.
Da riprovare a fine settembre /inizio ottobre il pesce c'è.

martedì 22 giugno 2010

A Pesca in Lapponia Svedese

Eccoci di ritorno, da un contesto ambientale selvaggio e incontaminato, tra boschi di conifere e di betulle dove i laghi e i fiumi immersi in questa natura, inalterata dalla mano dell'uomo, offrono possibilità di catture da sogno. Questi luoghi costituiscono un vero e proprio paradiso per la pesca a mosca, e a farla da padroni, sono temoli, trote fario, coregoni, lucci e il salmone.
Questa è LA LAPPONIA Svedese, un territorio ricchissimo di laghi e fiumi, caratterizzato per oltre il 70% da boschi e foreste e in questa immensa ricchezza boschiva, combinata con una densità di popolazione tra le più basse del mondo, favorisce la creazione di un habitat che presenta le più alte concentrazioni faunistiche d'Europa.


La Contea di Vasterbotten nella Lapponia meridionale è quella che ci ha ospitato per sei giorni è una delle zone di pesca di fama mondiale. Västerbotten è territorialmente la seconda contea più grande della Svezia. La popolazione ammonta a circa un quarto di milione su un totale del paese di circa 9 milioni di abitanti. All'interno ci sono 15 singoli comuni , ciascuno con il proprio governo locale. La più grande città della contea è Umea.
Ogni anno, molti pescatori provenienti da tutto il mondo vengono a pescare in queste acque, per non parlare poi dei cacciatori dove trovano l'ambiente ideale e le prede più ambite.
Naturalmente, la pesca in Västerbotten è caratterizzata da tutti i grandi fiumi della contea, la grande varietà di acque da pesca - dalla costa alle montagne, dai laghi al mare , dai ruscelli ai torrenti significa che c'è una grande varietà di possibilità di pesca. Inoltre, la pesca in Västerbotten è adatta sia ai pescatori dilettanti che ai pescatori professionisti . Inoltre la pesca del luccio in questa regione è rinomata tra le comunità internazionali di pescasportivi, ogni anno, molti turisti stranieri vengono a pescare e catturare il luccio dei loro sogni attraverso una delle società di pesca della contea o con le agenzie del settore.
Appunto con una di queste la: www.loe-mfl.com di Aldo Silva che opera nella zona di Rastrand sulla sponda sx del fiume Vindel che siamo arrivati fin qua. L'Agenzia Modern Fishing in Lapland è un operatore turistico registrato in Svezia che promuove i propri programmi soprattutto nel sud Europa. Si occupa di proposte turistiche legate ad attività del tempo libero e particolarmente la pesca e la caccia. Ha sede nel comune di Rastrand, in provincia di Licksele, presso una propria struttura, tipicamente Lappone, dove ha la possibilità di alloggiare e fornire i propri servizi alla clientela, quasi tutta Italiana.
Siamo arrivati il 14/06/2010 alle 21.30 dopo essere partiti da Milano Malpensa alle ore 12.15 e arrivati a Stoccolma -Arlanda- per poi prendere la coincidenza per Umea.
Arrivati ad Umea alle ore 18.40 con una macchina a nolo abbiamo inforcato la strada numero 363 e per oltre 200Km. e in due ore e mezza siamo giunti a destinazione. Ad attenderci al posto prestabilito c'era il titolare dell'agenzia Aldo Silva con la sua graziosa moglie Miki.
Aldo Silva, conosciuto da molti come costruttore di canne da pesca a mosca e spinning dal famoso marchio ModernFly, ha cambiato completamente lavoro dopo aver ceduto la sua azienda a degli acquirenti spagnoli. Ora fa il tour operator specializzato in viaggi di pesca e di caccia in Lapponia. Da anni ha casa a Vindelgransele ed è un perfetto conoscitore della zona in cui opera, a Rastrand un piccolo abitato sulla sponda sx del Vindel verso monte a 23 Km. da Vindelgransele Aldo ha la sua base logistica.
La struttura è una bella casa grande e magnificamente ristrutturata con materiale proveniente dall'Italia, oltre il grande spazio a disposizione, mi ha colpito la zona relax con televione con programmi Sky in italiano. Fronte casa un piccolo lodge nuovo di zecca per quattro persone pronto per essere inaugurato.
Abbiamo soggiornato come previsto dal contratto a Vindelgransele in una villetta privata tutta a nostra disposizione.

La villetta a nostra disposizione a Vindelgransele

I "noi" siamo: io, Giovanni, Egidio e Dino, ci siamo avventurati in questo mondo veramente fantastico affascinati dall'idea di pescare in un ambiente veramente naturale il temolo artico e sopratutto con la mosca secca.

La scelta del pacchetto:
Programma Basic B ( Villetta – Pesca autonoma)

-7 notti – 6 giorni di pesca – Alloggio in villetta privata a 6 posti in camere doppie - pesca senza guida.

-Pesca: Trote, temoli, lucci, persici, coregoni, salmerini.

-Ambienti: Fiumi e torrenti di medie dimensioni, laghi per lucci e persici.

-Stagione: dal 15 giugno al 20 agosto.

-Sistemi di pesca: Mosca e spinning.

Programma:

- ARRIVO: Ricevimento al nostro Lodge e sistemazione in villetta privata in camera doppia con cucina, soggiorno, doccia e servizi comuni. Incontro con il responsabile, organizzazione della pesca, consegna mappe e indicazioni circa le possibilità di pesca del momento.

- 1° - 6° GIORNO: Giornate interamente dedicate alla pesca in maniera autonoma. Ogni sera un responsabile sarà a disposizione per ulteriori informative inerenti diverse possibilità di pesca.

Servizi accessori (servizio guida, barca, pontoon, equipaggiamento pesca, esche ecc.) potranno essere noleggiati o acquistati separatamente direttamente al lodge ai prezzi come da listino allegato.

- 7° GIORNO: Riconsegna delle chiavi, partenza e fine dei servizi.

Il Programma comprende:

- Alloggio in villetta privata in camera doppia incluso asciugamani, lenzuola e servizio di pulizia finale

- Organizzazione della pesca

- Mappe, permessi di pesca.

Il Programma non comprende:

- Viaggio.

- Auto a noleggio

- Cibi e bevande a cui si potrà provvedere autonomamente o attraverso il nostro servizio di refezione (vedi servizi e prezzi allegati)

- Guida di pesca, barche ed accessori (vedi listino allegato)

- Tutto quanto non espressamente indicato nel programma.

PREZZI:

Base 2 pescatori Base 3 pescatori Base 4 pescatori Base 5 pescatori Base 6 pescatori
€ 600.00 a persona € 540.00 a persona € 420.00 a persona € 380.00 a persona € 320.00 a persona.
La nostra villetta dal classico colore rosso, e a proposito i colori delle case sono per 80% di colore rosso con i bordi bianchi e per il resto sono gialle o bianche, si trova ai bordi della strada 363 e avere questa importante arteria stradale a pochi passi dai noi non ci da alcun fastidio, il traffico non esiste!!!. Una cosa abbiamo notato subito: il sole non tramonta, alle 23.00 era ancora alto e vispo. In relatà il sole tramonta poco prima di mezzanotte per sorgere dopo l'una, ma la verità è che il buio vero non arriva mai e dopo alcuni giorni di luce ininterrotta la cosa diventa un po' straniante, in un ambiente dove il paesaggio è dominato da foreste, fiumi e laghi, con le vette delle montagne sullo sfondo. Siamo però in estate e a maggior ragione l'ambiente colpisce per i suoi immensi spazi vuoti: in qualche modo bisogna predisporsi prima di affrontarlo. Si potrà trovare tutta la pace che si vuole ma probabilmente anche qualche forma di disagio, dettato dalla luce per 24 ore al giorno e dal non essere abituati ad immergersi nella natura più pura.
Con un fiume delle dimensioni del Vindel,la fine di luglio e inizio agosto sono i periodi migliori per la pesca quando il disgelo termina e i livelli sono bassi. Ora è pescabile da riva o con la barca a caccia di lucci. Sono invece agibili i laghi e i fiumi minori e c'è una scelta enorme tanto che può essere quasi scoraggiante.
Noi quattro avevamo una casa a disposizione, Dino nominato per acclamazione cuoco, mentre per gli altri a turno i lavori di casa(pulizia e fare il lavastoviglie). Il paese più vicino a far la spesa è Mala, ha circa cinquemila abitanti e fa provincia dista solamente una cinquantina di km. verso nord. L'unica cosa che non si deve rimanere senza è il carburante per l'auto, i pochi distributtori a disposizione sono molto distanti.
La giornata di pesca prevedeva colazione al mattino, pesca sul fiume pianificato con Aldo la sera prima, pranzo al sacco e ritorno a sera inoltrata, doccia e cena, così via per tutti i sei giorni programmati.
Il primo giorno di pesca, con il tempo piovigginoso e non prometteva niente di buono per la giornata, mi sbagliavo di li a poco il sole faceva capolino e rimaneva alto per il resto della giornata. Siamo andati a pescare sul Malan, assieme ai coniugi Silva, una sorpresa vedere la signora Miki a pescare e a destreggiarsi con disinvoltura nelle correnti. Il Malan è un fiume bellissimo, forse il migliore, con rapide, piane e con correnti non troppo forti, l'ideale per i pescatori a mosca, è imballato di pesci.

La signora Miki sul Malan


Aldo Silva in azione sempre sul Malan


Il mio primo temolo artico

Il primo temolo pescato a ninfa lo ha preso la signora. La tecnica a ninfa ci è stata consigliata da Aldo fin quando non si vedeva qualche schiusa di effimera. Avevo portato via due fly box piene di ninfe con la testina in tug e questa era l'occasione buona per iniziare a pescare con quel metodo. In realtà avevo fatto un po' di esperienza con questa tecnica nei corsi d'acqua della regione e in kupa, ma come autodidatta e qualche pesce l'ho pure preso. Ma senza uno che ti insegna non sai mai se fai bene o no. Quale miglior occasione come questa per imparare, infatti alla prima passata un bel temolotto sono riuscito a guadinarlo. Aldo ci dava dei consigli come fare e anche Dino poco dopo il suo temolo artico lo prendeva in mano, mentre Giovanni e Egidio tentavano con la secca in caccia. Nel pomeriggio una copiosa schiusa di effimere ha permesso a Giovanni ed a Egidio di divertisi a secca. Alla fine della giornata tutti quanti avevamo fatto delle catture. Il secondo giorno siamo stati sullo Juktan, anche questo un bellissimo fiume, secondo noi il migliore come formazione, largo con acqua non troppo profonda e con il fondo migliore di quello del Malon, si stava bene in acqua e ci si poteva muovere senza problemi.

Il fiume Juktan


Un temolo dello Juktan

Al mattino catture con la ninfa e verso sera con la secca, ma romperci le balle verso sera è stata la pioggia e un vento gelido che ci ha fatto scappare dal fiume. Una cosa da noi ben gradita sono i capanni da pesca disseminati lungo il fiume e sono a disposizione per tutti i pescatori per cucinare, riparsi e per riposare a fianco del capanno c'è il gabinetto e una piccola casetta piena di legna pronta da ardere.

Il capanno sullo Juktan

Il terzo giorno siamo stati sul Gargan a monte, dovevamo arrivare nella zona del Trollforsen, ma la strada per arrivarci era danneggiata e con una Station Wagon non si poteva passare e così abbiamo optato per un paio di Km. più a valle nella zona Storstenforsen, una scelta infelice, il fiune è bellissimo, ma pochi pesci, a detta di Aldo la stagione è ancora fredda e il pesce non si muove dal lago, gira solamente nella zona limitrofa. Si deve sapere che, quasi tutti i fiumi di questa dimensione nascono da laghi e si immettono su altri laghi dove il pesce staziona nel periodo invernale ed in estate inoltrata quando la temperatura sale, questo scende lungo il corso in cerca di cibo.
Comunque temoli e trote ne abbiamo catturati, ma in quantità molto inferiore dalle due pescate precedenti. Il fondo di questo fiume è stato quello che ci ha impegnato di più, grossi massi sommersi che nascondevano mille insidie, ed è molto importante per la sicurezza personale avere scarponi chiodati e sopratutto il bastone(wading staff).

Il fiume Gargan


Temolo del Gargan


Giovanni e Egidio in azione con la secca nel Gargan

Al rientro alla base Aldo ci invitare a fare qualche lancio sul Vindel a caccia di lucci assieme a lui in barca, ma la stanchezza, il freddo e la poca voglia di mettersi di nuovo a pescare abbiamo desistito, l'unica cosa che desideravamo di fare era il programma per l'indomani e rientrare subito a casa per fare una doccia calda e cenare al calduccio con i termosifoni accesi.

Il Vecju alle prese con un temolo dello Juktan

Il quarto giorno di nuovo sullo Juktan, il fiume meritava di essere visitato per una seconda volta. Dino su una piana a ninfa ai primi passaggi agganciò una bella fario di buone porpozioni e subito dopo un bel temolo, pure Egidio e Giovanni a secca avevano incominciato a prendere, mentre io stavo ancora preparandomi a scendere in acqua quando la pioggia incominciò a venire giù a cattinelle e noi di corsa a riparsi dentro il capanno. Oltre la pioggia un fastidioso vento con la temperatura che si abbassava di colpo, insomma una giornataccia!. Per asciugarsi e riscaldarsi abbiamo acceso il fuoco e siamo rimasti in attesa che il tempo migliori. Ma tutto inutile siamo stati dentro il capanno per tre ore , ma di migliorameti meteo neanche l'ombra. Alla fine dopo aver mangiato, riposato abbiamo deciso di far basta e di rientrare a casa.

Al riparo con il fuoco acceso dentro il capanno sullo Juktan


Egidio schiaccia un pisolino mentre fuori infuria la buffera.

Il quinto giorno, con la pioggia che Dio la mandava, siamo andati sul Skäppträskån, come gli altri fiumi meritava di essere visitato, ma eravamo un po' perplessi se incominciare o no dato che la pioggia non smetteva di cadere.

Il fiume Skapptraskan


Al caldo in attesa che cessi la pioggia

Anche in questo fiume ci sono le casette con il focolare e la legna pronte per essere usate in casi di necessità, ed in quel momento era proprio il caso di accendere il fuoco. Al primo cenno di cessata pioggia in quattro e quattr'otto ci siamo "vestiti" e subito dopo eravamo in pesca. Io e Dino a ninfa verso valle mentre gli altri due verso monte a secca. A conclusione catture ne sono state fatte , Dino merita la palma d'oro per le catture migliori.

Temolo del fiume Skapptraskans

Rientrati alla base da Aldo, lo abbiamo trovato con i suoi due figlioli arrivati la sera prima dall'Italia assieme a due vecchi clienti di Aldo. Soggiornavano nella casa appena ristrutturata. Gabriele il più vecchio dei figli, 18 anni, era stato sul Malan a mo di guida per i due pescatori, avevano catturato pesci a non finire, sia a secca e sopratutto a ninfa, temoli, trote e coregoni (o lavarello). E che coregoni!!, ne avevano trattenuti due che facevano di peso si e no i due kili l'uno, pronti per essere degustati a cena, e poi una gradita sorpresa per tutti noi, due bei porcini trovati da Gabriele ai bordi della strada durante il ritorno. Aldo ci ha raccontato che questi due funghi sono i "fioroni", cioè i primi porcini della stagione, il vero boom dei funghi è verso la fine di luglio/inizio agosto, poi per ritornare verso settembre a quantità industriale così pure per i mirtilli.

Egidio con i funghi raccolti da Gabriele

Sesto e ultimo giorno di pesca, su richiesta mia e di Dino abbiamo chiesto a Aldo la disponibilità di Gabriele di accompagnarci sul Malan (in questo fiume per pescarci ci vuole sempre la presenza di Aldo o del figlio ) e nell'occasione di farci un corso superapido di pesca con la ninfa.
Aldo ci ha risposto che per lui non c'erano problem e Gabriele ha accettato con grande entusiasmo. Partenza come al solito con la pioggia e arrivo sul Malan che pioveva ancor di più, scrutando il cielo si vedeva che da li a poco sarebbe uscito il sole. E così fu, una bella giornata finalmente in arrivo.
Gabriele è un vero professionista, vederlo in azione è una macchina da guerra, uno spettacolo!! Con grande pazienza a me a Dino ci ha fatto vedere le montature con due o tre ninfe, ci ha portato nei posti più indicati sul fiume per fare primi lanci per le "passate" , ci ha fatto vedere come si tiene la canna in mano, come si recupera la coda a mazzetto e per finire far saltellare la mosca sommersa del primo braccetto sulla superficie dell'acqua.
A dimostrazione pratica alla prima passata ha catturato un lavarello sul kilo, foto di rito e poi rilascio.

Gabriele con il suo coregone che poco dopo farà una brutta fine con un luccio

Il povero pesce da li a poco ha avuto un'incontro poco piacevole, a pochi passi da me un luccio di dimensioni mostruose lo ha attaccato e in poco tempo se le portato in profondità. Dino e io eravamo increduli di quello che avevamo assistito, mentre per Gabriele era una cosa normale. Azzo!! che voracità!!
Con la scenata del luccio, la cattura dei coregoni è andata a farsi benedire, questi si sono ritirati in lago lontani dalle correnti e per noi ciccia.
Mancati i coregoni ci siam buttati su altre correnti per temoli e trote, bene! per la prima volta la pesca a ninfa cominciava a piacermi. Catture di taglia con cadenza sistematica e sempre assistito dal maestro. Anche per Giovanni e Egidio le indicazioni di Gabriele per la secca ne sono valse la pena, catture sia in bollata che in caccia su posti da lui indicati.

Un bel temolo del Malan


Dino cattura a ninfa un bel temolo


Giovanni nella fase di recupero di un temolo sul Malan a secca

Una giornata da ricordare, grazie agli insegnamenti di Gabriele, per la prima volta ho preso in considerazione la pesca a ninfa. Venire quassù fare tanti km.dove tutti fanno catture che superano i 50 pesci al giorno e tu ne fai molto meno perchè non sai praticare la tecnica giusta, beh!!................ è giunta l'ora di scendere dal piedistallo e mettersi far pratica sui torrenti di casa in modo di essere pronto per un'altra avventura in questi luoghi meravigliosi.
Da evidenziare la purezza delle acque, la pulizia lungo le strade, la bellezza della natura selvaggia, il silenzio assoluto, interrotto solo dal rumore dell'acqua e dal fruscio della coda. L’unico inconveniente sono gli sciami moscerini e di zanzare, ma con dei repellenti si può stare tranquilli.
Per quanto riguarda l'attrezzatura da usare vi segnalo il sito di Aldo qui a fianco nell'elenco dei link, dove spiega benissimo il tipo di attrezzatura da portare.

A conclusione : Organizzazione viaggio: perfetta. Infatti, quindici giorni prima della partenza, riceviamo da Aldo i biglietti aerei per tutto il tragitto A\R, conferma prenotazione macchina a noleggio all’aeroporto di Umea a noi riservata, percorso ben dettagliato del tragitto, circa 206 Km. per raggiungere la nostra villetta ed informazioni circa l’abbigliamento, i tipi di attrezzatura per le varie tecniche di pesca.

Organizzazione per la pianificazione dei tragitti per raggiungere i luoghi di pesca:
Ottima.
Si riceveva una descrizione scritta e ben dettagliata per raggiungere senza errori i vari luoghi di pesca e dove parcheggiare. Faccio presente che dalla nostra villetta, per raggiungere i vari fiumi, bisogna percorrere almeno fra andata ritorno 140\160 km. Ed è più facile, in questi tragitti, incontrare branchi di renne che auto o persone, in particolare abbiamo visto da vicino in posti e giorni diversi due alci femmine.

Renna in mezzo alla strada, capitati molti casi simili in questi sei giorni

Unica nota: non si pensava di fare più di 1000 Km in sei giorni per andare a pescare, va bene che il traffico non esiste ma la monotonia di quelle strade.........

Strade sterrate della Lapponia

Un rammarico da parte mia, quello di non essermi cimentato alla pesca del luccio in barca o in potoon, sarà per la prossima volta.
Rinnoviamo i nostri personali complimenti al sig. Aldo Silva, a sua moglie Miki e sopratutto al nostro maestro Gabriele per la pazienza che ha avuto nei nostri confronti.

Il nostro aereo all'aeroporto di Umea in attesa dell'imbarco dei passeggeri
Si torna a casa.

venerdì 11 giugno 2010

Info

Il Blog rimane chiuso dal 13/06/2010 al 22/06/2010 causa............ una magnifica avventura in:



Al ritorno un'ampio report.

domenica 30 maggio 2010

Varmo a fine maggio 2010

Il Varmo dista solamente a 20km da casa, questa magnifica risorgiva in questo momento sta dando il meglio di se stessa. In quasi lungo tutto il corso di questo fiume si può ammirare una rigogliosa vegetazione ed a tratti, anche il suo letto è ricco di lunghe alghe, che con la corrente ondeggiano e si stendono a pelo d’acqua, tanto da sembrare delle lunghe chiome verdi e marron. E’ uno scenario ricco di fascino, un ambiente naturale incontaminato dove regna la pace e il silenzio, interrotto soltanto dal canto di qualche uccello o dallo scorrere dell’acqua che è piacevole ascoltare in prossimità di qualche salto o di qualche piccola cascata.
E’ un fiume dalla bellezza quasi nascosta : sembra infatti che la vegetazione presente lungo le sue rive voglia tenere riservato il suo passaggio.
Bene! Presentato l'ambiente torniamo alla nostra giornata di pesca.
Con un mese di pioggia alle spalle i livelli sono ottimali e le erbe non stanno ancora affiorando in superficie. L'Ente Tutela Pesca da moltissimi anni ha istituito due tratti No Kill nella zona di maggior affluenza di pescatori. Il primo va dal cimitero di Gradiscutta fino al ponte della strada di Belgrado, mentre l'altro va dal ponte di Varmo al manufatto di fronte alla casa del guardiano. Quello più frequentato naturalmente è quello di Gradiscutta, facile da arrivare con la possibilità di parcheggiare in un posto tranquillo e poi la sponda destra libera da vegetazione riparia fino alla cascatina è l'ideale per la nostra tecnica.

L'unica nota negativa è il bracconaggio.
Bracconaggio fatto per lo più da pescatori con esche naturali, nelle zone libere le trote le fanno fuori in un paio di giorni e poi vanno a pescare dove le trote si fan vedere e sentire, cioè in zona No Kill. Camufatti in mezzo agli alberi e ai rovi con la larva del miele fanno strage, ma anche qualche moscaiolo(così dicono)qualche trota se la porta a casa. Con una mentalità così dove vogliamo andare? Mah!!
La vigilanza è quella che è, gli addetti effettivi sono rimasti in pochi ed hanno altre mansioni, mentre per i pochi volontari di certo non rischiano la pelle per un paio di trote.
Nel Varmo si ripopola solamente con trota fario per almeno due volte all'anno.
Assieme ad Egidio si decide di far l'uscita a Gradiscutta, il tempo non prometteva niente buono, giornata coperta da nubi piene di pioggia e il sole lo si vedeva a tratti e ogni tanto una gocciolina faceva capolino.
Appena arrivati abbiamo dato uno sguardo al fiume dal ponte, un paio di bollate sia a monte che a valle ci hanno dato il benvenuto. Galvanizzati dall'attività delle trote ci siamo "vestiti" in batter d'occhio. Non eravamo soli altri due PAM stavano faccendo la stessa cosa.

Egidio il più veloce di tutti si è messo a monte del ponte vicino al muro di rovi che si trova a cento metri dalla strada.
Due lanci e due perse, ma l'efficacia della mosca è indiscussa si tratta del : Plumin del Norio color tabacco.

Poco dopo un aggancio, una bella fario.



Mentre lui la stava guadinando mi posizionai nella postazione più a valle e mi detti da fare, l'attività delle trote cessò di colpo e non mi restava che andare in caccia, non usavo la stessa imitazione di Egidio, ma per cambiare ho montato una Devaux in cdc, non è il plumin del Norio ma ci assomiglia.

Dopo un paio di lanci ecco la mia prima fario, bella e chiara una di quelle vecchie non scure di quelle appena immesse.

Poco più a valle da me gli altri due Pam, tutt'e due pescavano con la ninfa e subito al primo passaggio tutt'e due nella stessa frazione di tempo agganciavano due belle fario e nei successivi passaggi altri agganci di trote non andati a buon fine.
A questo punto mi decisi di provare anch'io con la ninfa. Premetto che non sono un esperto con questa tecnica, ma leggendo qua e la e vedendo il Meni in azione alcuni movimenti li so fare e poi avevo di fronte a me un fiume imballato di trote.
Monto una ninfa con la testina in tug color oro corpo scuro, pelo di lepre e amo del 12 tipo Knapek, assomigliante ad una pheasant tail.

Dopo alcuni passaggi ecco la prima fario, entusiasmo a mille per la cattura e questa, avvenuta così in poco tempo mi invogliava a continuare con questa tecnica nonostante che le trote erano tornate in attività in superficie. Spostandomi un po' più a valle in una buca di fronte a me un bel temolo stava in attività a caccia di ninfe, lo vedevo bene con gli occhiali e con gesti abbastanza goffi sono riuscito a lanciare a monte la ninfa e memore dei consigli del Meni quando questa arrivò davanti al pesce con un leggero movimento della punta della canna la ninfa tende a salire ed in quell'attimo subii l'attacco del pesce alla mia esca. Un'azione così veloce che mi trovò impreparato e l'aggancio non fu così proficuo, infatti lo tenni in canna per qualche secondo e poi se ne andò, questo è il frutto dell'inesperienza del metodo, comunque niente rammarico il garzonato lo devi pagare. I temoli in Varmo ci son sempre stati, risaliscono dal fiume Tagliamento e i pochi che regnono in questa risorgiva sono veramente grossi.
Altre due catture sono state fatte con un'altro tipo di ninfa,

e verso sera l'attività del pesce in superficie era costante su schiuse di sedge color brown chiaro e qui senza indugio, con tempestiva risolutezza sono ritornato a secca.
Usando diverse mosche alla fine altre trote sono state guadinate.




Nel frattempo sono stato raggiunto da Egidio, anche lui si è divertito un mondo a secca, sempre con il plumin del Norio alla fine ne ha contate otto di catture, mentre sei per il sottoscritto. In questa risorgiva non è facile pescare è piatta come l'olio e ci sono una miriade di microcorrenti causate dalle erbe sommerse e la mosca in superficie al 90% draga, solamente con terminali lunghi e con il tip dell'0.12/0.10 si riesce quasi a sopperire a questo incoveniente.
E' più facile a ninfa ma bisogna sempre esserne capaci.
Alla prossima.