martedì 22 giugno 2010

A Pesca in Lapponia Svedese

Eccoci di ritorno, da un contesto ambientale selvaggio e incontaminato, tra boschi di conifere e di betulle dove i laghi e i fiumi immersi in questa natura, inalterata dalla mano dell'uomo, offrono possibilità di catture da sogno. Questi luoghi costituiscono un vero e proprio paradiso per la pesca a mosca, e a farla da padroni, sono temoli, trote fario, coregoni, lucci e il salmone.
Questa è LA LAPPONIA Svedese, un territorio ricchissimo di laghi e fiumi, caratterizzato per oltre il 70% da boschi e foreste e in questa immensa ricchezza boschiva, combinata con una densità di popolazione tra le più basse del mondo, favorisce la creazione di un habitat che presenta le più alte concentrazioni faunistiche d'Europa.


La Contea di Vasterbotten nella Lapponia meridionale è quella che ci ha ospitato per sei giorni è una delle zone di pesca di fama mondiale. Västerbotten è territorialmente la seconda contea più grande della Svezia. La popolazione ammonta a circa un quarto di milione su un totale del paese di circa 9 milioni di abitanti. All'interno ci sono 15 singoli comuni , ciascuno con il proprio governo locale. La più grande città della contea è Umea.
Ogni anno, molti pescatori provenienti da tutto il mondo vengono a pescare in queste acque, per non parlare poi dei cacciatori dove trovano l'ambiente ideale e le prede più ambite.
Naturalmente, la pesca in Västerbotten è caratterizzata da tutti i grandi fiumi della contea, la grande varietà di acque da pesca - dalla costa alle montagne, dai laghi al mare , dai ruscelli ai torrenti significa che c'è una grande varietà di possibilità di pesca. Inoltre, la pesca in Västerbotten è adatta sia ai pescatori dilettanti che ai pescatori professionisti . Inoltre la pesca del luccio in questa regione è rinomata tra le comunità internazionali di pescasportivi, ogni anno, molti turisti stranieri vengono a pescare e catturare il luccio dei loro sogni attraverso una delle società di pesca della contea o con le agenzie del settore.
Appunto con una di queste la: www.loe-mfl.com di Aldo Silva che opera nella zona di Rastrand sulla sponda sx del fiume Vindel che siamo arrivati fin qua. L'Agenzia Modern Fishing in Lapland è un operatore turistico registrato in Svezia che promuove i propri programmi soprattutto nel sud Europa. Si occupa di proposte turistiche legate ad attività del tempo libero e particolarmente la pesca e la caccia. Ha sede nel comune di Rastrand, in provincia di Licksele, presso una propria struttura, tipicamente Lappone, dove ha la possibilità di alloggiare e fornire i propri servizi alla clientela, quasi tutta Italiana.
Siamo arrivati il 14/06/2010 alle 21.30 dopo essere partiti da Milano Malpensa alle ore 12.15 e arrivati a Stoccolma -Arlanda- per poi prendere la coincidenza per Umea.
Arrivati ad Umea alle ore 18.40 con una macchina a nolo abbiamo inforcato la strada numero 363 e per oltre 200Km. e in due ore e mezza siamo giunti a destinazione. Ad attenderci al posto prestabilito c'era il titolare dell'agenzia Aldo Silva con la sua graziosa moglie Miki.
Aldo Silva, conosciuto da molti come costruttore di canne da pesca a mosca e spinning dal famoso marchio ModernFly, ha cambiato completamente lavoro dopo aver ceduto la sua azienda a degli acquirenti spagnoli. Ora fa il tour operator specializzato in viaggi di pesca e di caccia in Lapponia. Da anni ha casa a Vindelgransele ed è un perfetto conoscitore della zona in cui opera, a Rastrand un piccolo abitato sulla sponda sx del Vindel verso monte a 23 Km. da Vindelgransele Aldo ha la sua base logistica.
La struttura è una bella casa grande e magnificamente ristrutturata con materiale proveniente dall'Italia, oltre il grande spazio a disposizione, mi ha colpito la zona relax con televione con programmi Sky in italiano. Fronte casa un piccolo lodge nuovo di zecca per quattro persone pronto per essere inaugurato.
Abbiamo soggiornato come previsto dal contratto a Vindelgransele in una villetta privata tutta a nostra disposizione.

La villetta a nostra disposizione a Vindelgransele

I "noi" siamo: io, Giovanni, Egidio e Dino, ci siamo avventurati in questo mondo veramente fantastico affascinati dall'idea di pescare in un ambiente veramente naturale il temolo artico e sopratutto con la mosca secca.

La scelta del pacchetto:
Programma Basic B ( Villetta – Pesca autonoma)

-7 notti – 6 giorni di pesca – Alloggio in villetta privata a 6 posti in camere doppie - pesca senza guida.

-Pesca: Trote, temoli, lucci, persici, coregoni, salmerini.

-Ambienti: Fiumi e torrenti di medie dimensioni, laghi per lucci e persici.

-Stagione: dal 15 giugno al 20 agosto.

-Sistemi di pesca: Mosca e spinning.

Programma:

- ARRIVO: Ricevimento al nostro Lodge e sistemazione in villetta privata in camera doppia con cucina, soggiorno, doccia e servizi comuni. Incontro con il responsabile, organizzazione della pesca, consegna mappe e indicazioni circa le possibilità di pesca del momento.

- 1° - 6° GIORNO: Giornate interamente dedicate alla pesca in maniera autonoma. Ogni sera un responsabile sarà a disposizione per ulteriori informative inerenti diverse possibilità di pesca.

Servizi accessori (servizio guida, barca, pontoon, equipaggiamento pesca, esche ecc.) potranno essere noleggiati o acquistati separatamente direttamente al lodge ai prezzi come da listino allegato.

- 7° GIORNO: Riconsegna delle chiavi, partenza e fine dei servizi.

Il Programma comprende:

- Alloggio in villetta privata in camera doppia incluso asciugamani, lenzuola e servizio di pulizia finale

- Organizzazione della pesca

- Mappe, permessi di pesca.

Il Programma non comprende:

- Viaggio.

- Auto a noleggio

- Cibi e bevande a cui si potrà provvedere autonomamente o attraverso il nostro servizio di refezione (vedi servizi e prezzi allegati)

- Guida di pesca, barche ed accessori (vedi listino allegato)

- Tutto quanto non espressamente indicato nel programma.

PREZZI:

Base 2 pescatori Base 3 pescatori Base 4 pescatori Base 5 pescatori Base 6 pescatori
€ 600.00 a persona € 540.00 a persona € 420.00 a persona € 380.00 a persona € 320.00 a persona.
La nostra villetta dal classico colore rosso, e a proposito i colori delle case sono per 80% di colore rosso con i bordi bianchi e per il resto sono gialle o bianche, si trova ai bordi della strada 363 e avere questa importante arteria stradale a pochi passi dai noi non ci da alcun fastidio, il traffico non esiste!!!. Una cosa abbiamo notato subito: il sole non tramonta, alle 23.00 era ancora alto e vispo. In relatà il sole tramonta poco prima di mezzanotte per sorgere dopo l'una, ma la verità è che il buio vero non arriva mai e dopo alcuni giorni di luce ininterrotta la cosa diventa un po' straniante, in un ambiente dove il paesaggio è dominato da foreste, fiumi e laghi, con le vette delle montagne sullo sfondo. Siamo però in estate e a maggior ragione l'ambiente colpisce per i suoi immensi spazi vuoti: in qualche modo bisogna predisporsi prima di affrontarlo. Si potrà trovare tutta la pace che si vuole ma probabilmente anche qualche forma di disagio, dettato dalla luce per 24 ore al giorno e dal non essere abituati ad immergersi nella natura più pura.
Con un fiume delle dimensioni del Vindel,la fine di luglio e inizio agosto sono i periodi migliori per la pesca quando il disgelo termina e i livelli sono bassi. Ora è pescabile da riva o con la barca a caccia di lucci. Sono invece agibili i laghi e i fiumi minori e c'è una scelta enorme tanto che può essere quasi scoraggiante.
Noi quattro avevamo una casa a disposizione, Dino nominato per acclamazione cuoco, mentre per gli altri a turno i lavori di casa(pulizia e fare il lavastoviglie). Il paese più vicino a far la spesa è Mala, ha circa cinquemila abitanti e fa provincia dista solamente una cinquantina di km. verso nord. L'unica cosa che non si deve rimanere senza è il carburante per l'auto, i pochi distributtori a disposizione sono molto distanti.
La giornata di pesca prevedeva colazione al mattino, pesca sul fiume pianificato con Aldo la sera prima, pranzo al sacco e ritorno a sera inoltrata, doccia e cena, così via per tutti i sei giorni programmati.
Il primo giorno di pesca, con il tempo piovigginoso e non prometteva niente di buono per la giornata, mi sbagliavo di li a poco il sole faceva capolino e rimaneva alto per il resto della giornata. Siamo andati a pescare sul Malan, assieme ai coniugi Silva, una sorpresa vedere la signora Miki a pescare e a destreggiarsi con disinvoltura nelle correnti. Il Malan è un fiume bellissimo, forse il migliore, con rapide, piane e con correnti non troppo forti, l'ideale per i pescatori a mosca, è imballato di pesci.

La signora Miki sul Malan


Aldo Silva in azione sempre sul Malan


Il mio primo temolo artico

Il primo temolo pescato a ninfa lo ha preso la signora. La tecnica a ninfa ci è stata consigliata da Aldo fin quando non si vedeva qualche schiusa di effimera. Avevo portato via due fly box piene di ninfe con la testina in tug e questa era l'occasione buona per iniziare a pescare con quel metodo. In realtà avevo fatto un po' di esperienza con questa tecnica nei corsi d'acqua della regione e in kupa, ma come autodidatta e qualche pesce l'ho pure preso. Ma senza uno che ti insegna non sai mai se fai bene o no. Quale miglior occasione come questa per imparare, infatti alla prima passata un bel temolotto sono riuscito a guadinarlo. Aldo ci dava dei consigli come fare e anche Dino poco dopo il suo temolo artico lo prendeva in mano, mentre Giovanni e Egidio tentavano con la secca in caccia. Nel pomeriggio una copiosa schiusa di effimere ha permesso a Giovanni ed a Egidio di divertisi a secca. Alla fine della giornata tutti quanti avevamo fatto delle catture. Il secondo giorno siamo stati sullo Juktan, anche questo un bellissimo fiume, secondo noi il migliore come formazione, largo con acqua non troppo profonda e con il fondo migliore di quello del Malon, si stava bene in acqua e ci si poteva muovere senza problemi.

Il fiume Juktan


Un temolo dello Juktan

Al mattino catture con la ninfa e verso sera con la secca, ma romperci le balle verso sera è stata la pioggia e un vento gelido che ci ha fatto scappare dal fiume. Una cosa da noi ben gradita sono i capanni da pesca disseminati lungo il fiume e sono a disposizione per tutti i pescatori per cucinare, riparsi e per riposare a fianco del capanno c'è il gabinetto e una piccola casetta piena di legna pronta da ardere.

Il capanno sullo Juktan

Il terzo giorno siamo stati sul Gargan a monte, dovevamo arrivare nella zona del Trollforsen, ma la strada per arrivarci era danneggiata e con una Station Wagon non si poteva passare e così abbiamo optato per un paio di Km. più a valle nella zona Storstenforsen, una scelta infelice, il fiune è bellissimo, ma pochi pesci, a detta di Aldo la stagione è ancora fredda e il pesce non si muove dal lago, gira solamente nella zona limitrofa. Si deve sapere che, quasi tutti i fiumi di questa dimensione nascono da laghi e si immettono su altri laghi dove il pesce staziona nel periodo invernale ed in estate inoltrata quando la temperatura sale, questo scende lungo il corso in cerca di cibo.
Comunque temoli e trote ne abbiamo catturati, ma in quantità molto inferiore dalle due pescate precedenti. Il fondo di questo fiume è stato quello che ci ha impegnato di più, grossi massi sommersi che nascondevano mille insidie, ed è molto importante per la sicurezza personale avere scarponi chiodati e sopratutto il bastone(wading staff).

Il fiume Gargan


Temolo del Gargan


Giovanni e Egidio in azione con la secca nel Gargan

Al rientro alla base Aldo ci invitare a fare qualche lancio sul Vindel a caccia di lucci assieme a lui in barca, ma la stanchezza, il freddo e la poca voglia di mettersi di nuovo a pescare abbiamo desistito, l'unica cosa che desideravamo di fare era il programma per l'indomani e rientrare subito a casa per fare una doccia calda e cenare al calduccio con i termosifoni accesi.

Il Vecju alle prese con un temolo dello Juktan

Il quarto giorno di nuovo sullo Juktan, il fiume meritava di essere visitato per una seconda volta. Dino su una piana a ninfa ai primi passaggi agganciò una bella fario di buone porpozioni e subito dopo un bel temolo, pure Egidio e Giovanni a secca avevano incominciato a prendere, mentre io stavo ancora preparandomi a scendere in acqua quando la pioggia incominciò a venire giù a cattinelle e noi di corsa a riparsi dentro il capanno. Oltre la pioggia un fastidioso vento con la temperatura che si abbassava di colpo, insomma una giornataccia!. Per asciugarsi e riscaldarsi abbiamo acceso il fuoco e siamo rimasti in attesa che il tempo migliori. Ma tutto inutile siamo stati dentro il capanno per tre ore , ma di migliorameti meteo neanche l'ombra. Alla fine dopo aver mangiato, riposato abbiamo deciso di far basta e di rientrare a casa.

Al riparo con il fuoco acceso dentro il capanno sullo Juktan


Egidio schiaccia un pisolino mentre fuori infuria la buffera.

Il quinto giorno, con la pioggia che Dio la mandava, siamo andati sul Skäppträskån, come gli altri fiumi meritava di essere visitato, ma eravamo un po' perplessi se incominciare o no dato che la pioggia non smetteva di cadere.

Il fiume Skapptraskan


Al caldo in attesa che cessi la pioggia

Anche in questo fiume ci sono le casette con il focolare e la legna pronte per essere usate in casi di necessità, ed in quel momento era proprio il caso di accendere il fuoco. Al primo cenno di cessata pioggia in quattro e quattr'otto ci siamo "vestiti" e subito dopo eravamo in pesca. Io e Dino a ninfa verso valle mentre gli altri due verso monte a secca. A conclusione catture ne sono state fatte , Dino merita la palma d'oro per le catture migliori.

Temolo del fiume Skapptraskans

Rientrati alla base da Aldo, lo abbiamo trovato con i suoi due figlioli arrivati la sera prima dall'Italia assieme a due vecchi clienti di Aldo. Soggiornavano nella casa appena ristrutturata. Gabriele il più vecchio dei figli, 18 anni, era stato sul Malan a mo di guida per i due pescatori, avevano catturato pesci a non finire, sia a secca e sopratutto a ninfa, temoli, trote e coregoni (o lavarello). E che coregoni!!, ne avevano trattenuti due che facevano di peso si e no i due kili l'uno, pronti per essere degustati a cena, e poi una gradita sorpresa per tutti noi, due bei porcini trovati da Gabriele ai bordi della strada durante il ritorno. Aldo ci ha raccontato che questi due funghi sono i "fioroni", cioè i primi porcini della stagione, il vero boom dei funghi è verso la fine di luglio/inizio agosto, poi per ritornare verso settembre a quantità industriale così pure per i mirtilli.

Egidio con i funghi raccolti da Gabriele

Sesto e ultimo giorno di pesca, su richiesta mia e di Dino abbiamo chiesto a Aldo la disponibilità di Gabriele di accompagnarci sul Malan (in questo fiume per pescarci ci vuole sempre la presenza di Aldo o del figlio ) e nell'occasione di farci un corso superapido di pesca con la ninfa.
Aldo ci ha risposto che per lui non c'erano problem e Gabriele ha accettato con grande entusiasmo. Partenza come al solito con la pioggia e arrivo sul Malan che pioveva ancor di più, scrutando il cielo si vedeva che da li a poco sarebbe uscito il sole. E così fu, una bella giornata finalmente in arrivo.
Gabriele è un vero professionista, vederlo in azione è una macchina da guerra, uno spettacolo!! Con grande pazienza a me a Dino ci ha fatto vedere le montature con due o tre ninfe, ci ha portato nei posti più indicati sul fiume per fare primi lanci per le "passate" , ci ha fatto vedere come si tiene la canna in mano, come si recupera la coda a mazzetto e per finire far saltellare la mosca sommersa del primo braccetto sulla superficie dell'acqua.
A dimostrazione pratica alla prima passata ha catturato un lavarello sul kilo, foto di rito e poi rilascio.

Gabriele con il suo coregone che poco dopo farà una brutta fine con un luccio

Il povero pesce da li a poco ha avuto un'incontro poco piacevole, a pochi passi da me un luccio di dimensioni mostruose lo ha attaccato e in poco tempo se le portato in profondità. Dino e io eravamo increduli di quello che avevamo assistito, mentre per Gabriele era una cosa normale. Azzo!! che voracità!!
Con la scenata del luccio, la cattura dei coregoni è andata a farsi benedire, questi si sono ritirati in lago lontani dalle correnti e per noi ciccia.
Mancati i coregoni ci siam buttati su altre correnti per temoli e trote, bene! per la prima volta la pesca a ninfa cominciava a piacermi. Catture di taglia con cadenza sistematica e sempre assistito dal maestro. Anche per Giovanni e Egidio le indicazioni di Gabriele per la secca ne sono valse la pena, catture sia in bollata che in caccia su posti da lui indicati.

Un bel temolo del Malan


Dino cattura a ninfa un bel temolo


Giovanni nella fase di recupero di un temolo sul Malan a secca

Una giornata da ricordare, grazie agli insegnamenti di Gabriele, per la prima volta ho preso in considerazione la pesca a ninfa. Venire quassù fare tanti km.dove tutti fanno catture che superano i 50 pesci al giorno e tu ne fai molto meno perchè non sai praticare la tecnica giusta, beh!!................ è giunta l'ora di scendere dal piedistallo e mettersi far pratica sui torrenti di casa in modo di essere pronto per un'altra avventura in questi luoghi meravigliosi.
Da evidenziare la purezza delle acque, la pulizia lungo le strade, la bellezza della natura selvaggia, il silenzio assoluto, interrotto solo dal rumore dell'acqua e dal fruscio della coda. L’unico inconveniente sono gli sciami moscerini e di zanzare, ma con dei repellenti si può stare tranquilli.
Per quanto riguarda l'attrezzatura da usare vi segnalo il sito di Aldo qui a fianco nell'elenco dei link, dove spiega benissimo il tipo di attrezzatura da portare.

A conclusione : Organizzazione viaggio: perfetta. Infatti, quindici giorni prima della partenza, riceviamo da Aldo i biglietti aerei per tutto il tragitto A\R, conferma prenotazione macchina a noleggio all’aeroporto di Umea a noi riservata, percorso ben dettagliato del tragitto, circa 206 Km. per raggiungere la nostra villetta ed informazioni circa l’abbigliamento, i tipi di attrezzatura per le varie tecniche di pesca.

Organizzazione per la pianificazione dei tragitti per raggiungere i luoghi di pesca:
Ottima.
Si riceveva una descrizione scritta e ben dettagliata per raggiungere senza errori i vari luoghi di pesca e dove parcheggiare. Faccio presente che dalla nostra villetta, per raggiungere i vari fiumi, bisogna percorrere almeno fra andata ritorno 140\160 km. Ed è più facile, in questi tragitti, incontrare branchi di renne che auto o persone, in particolare abbiamo visto da vicino in posti e giorni diversi due alci femmine.

Renna in mezzo alla strada, capitati molti casi simili in questi sei giorni

Unica nota: non si pensava di fare più di 1000 Km in sei giorni per andare a pescare, va bene che il traffico non esiste ma la monotonia di quelle strade.........

Strade sterrate della Lapponia

Un rammarico da parte mia, quello di non essermi cimentato alla pesca del luccio in barca o in potoon, sarà per la prossima volta.
Rinnoviamo i nostri personali complimenti al sig. Aldo Silva, a sua moglie Miki e sopratutto al nostro maestro Gabriele per la pazienza che ha avuto nei nostri confronti.

Il nostro aereo all'aeroporto di Umea in attesa dell'imbarco dei passeggeri
Si torna a casa.

1 commento:

  1. complimenti ,,ottime foto e devo dire che pure io ero/sono pescatore a mosca,purtroppo per cause di salute o dovuto abbandonare la pesca..

    RispondiElimina