giovedì 14 ottobre 2010

Chiusura 2010 sul torrente Resia

Ieri 13/10/2010 bellissima giornata, con Dino sono andato a pesca nel regno di Ciobbetto(PAM di Gradisca d'Isonzo che scrive sul forum di www.tightlines.it): Il Resia, subito dopo aver pranzato a Resiutta nella trattoria dove di specialità fanno il polletto allo spiedo con patatine fritte e birra locale fatta in casa.
Zona a monte nel tratto del pic-nic di Zamlin, acqua splendida.....( con tutte quelle precipitazioni che ci sono state ultimamente, sarebbe strano che non ci fossero i livelli ottimali)
Non tante catture, ma in tre ore di pesca ci siamo divertiti.
Acune immagini:























martedì 12 ottobre 2010

Chiusura alle sorgenti del Kupa

Venerdì 15/10/2010 chiude la stagione di pesca alle sorgenti del Kupa. Per non restar fregati del tempo con l'amico Giovanni ieri 11/10/2010 abbiamo fatto un salto da Josip(200 km)visto che il meteo metteva bello per tutta la settimana. Livelli perfetti giornata splendida con il bosco che si sta colorando e poi.................eravamo soli soletti per tutto il tratto, solita tecnica di pesca io a ninfa e Giovanni a secca.
Questa volta non ho fatto errori ho pescato come il permesso specifica SOLO
con una mosca e senza ardiglione.

Alcune immagini:



















sabato 9 ottobre 2010

Considerazioni : Non solo secca



Un pescatore, come me, che ha acquisito una certa padronanza nell'uso delle mosche secche e nell'attuazione delle diverse tecniche utili a renderle efficaci, può decidere di ampliare le proprie conoscenze in campo alieutico avvicinandosi alla tecnica della pesca con la ninfa.
Questo passaggio non è mai facile, giacchè si devono superare sia difficoltà di carattere tecnico sia certi pregiudizi nei confronti di questa tecnica.
Il concetto di "purezza" della pesca a mosca dove si stabilisce che solo quella esercitata con le imitazioni galleggianti, fosse la più ricca di fascino ed eccitante è perciò meritevole di essere praticata con devozione in maniera esclusiva.
Oggi questo concetto è sempre meno condiviso, se non altro perchè molti nuovi pescatori a mosca amano conoscere tutti gli aspetti della pesca a mosca in generale, decidendo in prima persona qual siano le tecniche più appaganti per la cattura del pesce.
Le difficoltà che il principiante, come me, incontra quando mi cimento nella pesca con la ninfa, sono dovute in larga misura agli scarsi elementi a mia disposizione per impostare la strategia di pesca.
Strategia o azione di pesca consiste in pratica far passare la ninfa nel punto giusto e nel fare in modo che desti l'interesse del pesce. Il problema della presentazione è reso più complesso dal fatto che non si tratta più di una pesca sulla "bollata" o in caccia come nella secca: qui, infatti, si deve tenere conto della profondità alla quale staziona il pesce e per fare in modo che la nostra imitazione gli passi nelle vicinanze bisogna essere in grado di stimare correttamente la velocità di affondamento dell'artificiale, legata al peso di questo e al diametro del tip del finale al quale è collegata, nonchè alla velocità della corrente. Per quanto riguarda poi la percezione della toccata da parte del pesce, sono indispensabili una grande concentrazione, un'enorme abilità nel "sentire", nel capire gli indizi, spesso minimi. Il pesce, infatti, afferra la ninfa in modo molto delicato e la risputa alla stessa velocità, se non addirittura maggiore, di una mosca secca.
Eh! si, ne ho strada da fare per diventare un pescatore con questa tecnica, sono convinto che con la perseveranza e tanta pazienza, rappresentano la carta vincente della pesca a ninfa. Se a questo si aggiunge che ogni situazione rappresenta in assoluto un episodio a sè stante, concludo che questa tecnica non è facilissima, ma certamente affascinante anche se poi il fattore esperienza è quello che nella maggioranza dei casi può determinare il successo.

Gli insetti acquatici, seguono un ciclo di sviluppo cosidetto "misto". trascorrono, cioè una parte della loro vita allo stadio larvale e ninfe nell'ambiente subacqueo, nuotando e strisciando sul fondo. Quindi, compiendo varie metamorfosi, raggiungono la superficie trasformandosi in insetti alati perfetti, capaci di volare nell'aria. Lo stadio aereo è perlopiù breve: da poche ore a un paio di settimane, a seconda della specie. Compiuto l'accoppiamento, e quindi la deposizione delle uova, che avviene normalmente sulla superficie dell'acqua, si conclude il ciclo vitale.
Ecco, dopo questa nozione di entomologia acquatica, passiamo alle imitazioni tendenti a riprodurre lo stadio subacqueo che ci interessa: Le ninfe
La loro caratteristica principale è quella di avere un corpo dalla totale assenza di elementi sporgenti, quali ali o piume, possono invece avere testine dorate, protuberanze e addirittura imitazioni di occhi.
Il materiale che viene utilizzato per la costruzione del corpo viene appesantito con delle spiraline di piombo, in modo tale da consentirne l’affondamento.
Le ninfe sono straordinariamente efficaci sia nei confronti delle trote che dei temoli.

























venerdì 1 ottobre 2010

za gornji tok Kupe(Le sorgenti del Kupa)

Che si fa?, uffa che barba , qua non si fa una madonna, il tempo è bello ideale per una pescata ............idea...........andiamo da Josip(sorgenti del Kupa)? Bene gli telefono per sapere com'è il livello e poi ti faccio sapere.

Questi erano i dialoghi che io e Giovanni abbiamo fatto mercoledì mattina davanti alla tazzina del caffè nel solito bar, dove come ogni mattina ci si incontra da un paio d'anni da questa parte.
Due ore più tardi Giovanni si fa vivo sul cellulare: Acqua grossa limpida, bella per pescare, tempo domani non piove, non sole ma non piove. Queste erano le risposte che Josip ha dato a Giovanni nel suo misto francese/croato e italiano.
L'indomani mattina (ieri,giovedì) alle sette in punto con la mia audi passai a prendere il mio compagno di avventura. Alle 10.00 eravamo da Josip, il fiume lo si vedeva dal parcheggio, bellissimo come non mai, il tempo nuvoloso che non prometteva niente di buono, ma Josip ci assicurava che oggi non pioveva. Eravamo giunti fin li vuoi non pescare con un fiume così e quando ci ricapita una situazione analoga e poi eravamo......soli.
Per dare un'indicazione per chi il fiume lo conosce, il livello era tanto alto che non si poteva attraversare la buca appena sotto la passerella, insomma i raschi erano ben incazzati e i massi nel letto del fiume erano coperti o affioravano appena, per me era l'deale , solamente nel 2007 lo avevo visto in quelle condizioni e fu una giornata indimenticabile per le catture fatte ma era il mese di giugno.
Josip, qualche volta pesca anche lui: ninf, ninf ieri pescato a ninf tanti poisson. Poi senza che gli domandassi sparò: Tanti funghi e con le braccia indicò la zona dove molto probabilmente i funghi erano presenti pronti da raccogliere.
Quella info dei funghi mi ha fatto molto piacere, nella pausa pranzo pensai andrò a fare un giretto, tanto....... per digerire.
Mentre ci vestivamo un furgone adibito per il trasporto passeggeri parcheggiò accanto alla mia auto, guardo la targa..................francesi!!!! Quattro di loro e tutti della mia età, accidenti ai pensionati pensai:cool: . Ma in Francia non lavorano fino a 65 anni?
A Giovanni tutta quell'acqua non andava bene e dalle info avute da Josip non erano assicuranti per lui. Lui pesca solamente a secca.
Iniziamo anticipando i nostri cugini oltralpe dal inizio della riserva a monte , posto che ha sempre dato soddisfazioni inizio con due ninfe, la più pesante #12 sul bracciolo e la piccola #18 di punta. Due pheasant tail con bead in tung e con il collarino rosso fluo, premetto che sono li per far pratica e il fiume in quelle condizioni si prestava magnificamente, mentre Giovanni partiva subito a secca con una cdc del #16, schiuse se ne vedevono ma di bollate nenche l'ombra e così per tutta giornata, solamente verso le ore più calde alcune bollate sotto riva e niente più.
Giovanni capito la difficoltà che incontrava, in tutta la giornata ha avuto tre agganci e tutte e tre si sono slamamati prima di toccali con mano e alle 16.45 alzò bandiera bianca e si ritirò aspettandomi sotto la tettoia di Josip con una birra.
Memore dall'esperienza fatta in Lapponia e dalle uscite fatte nei corsi d'acqua della mia regione e dalle info recepite qua e la, dal libro di Soldarini quelli di Giuseppe Re, dal forum di questo sito e da altri che hanno messo in rete la loro esperienza avevo deciso di dedicare la giornata di pesca...... a ninfa.
A conclusione, mi sono veramente divertito, non ho fatto molte catture, nove temoli per essere precisi e che temoli, belli , ma quello che mi ha reso la giornata davvero speciale è che l'abboccata la vedevo con il segnalatore e non come tempo addietro le poche volte che mi dedicavo a questa tecnica BUTTANDO nell'acqua una ninfa alla sperandio e solo quando il pesce ingoiava la ninfettina e non poteva più sputarla, mi accorgievo che la coda aveva avuto uno stop e quindi era "successo qualcosa".
La strada è lunga e non bastano certo due giorni di consigli avuti in Svezia e tre libri per divenire provetti pescatori con la ninfa ma una giornata come quella trascorsa ieri in fiume fa tutto esperienza e........intanto so qualcosa in più.
Alle 17.00 in punto ho girato la macchina e alle ore 20.00 eravamo seduti a mangiare una pizza dal nostro amico Bepi Marasca a Valvasone.

Mi è stato fatto notare in un intervento del forum di Tightlines che le due ninfe sono proibite in quel fiume è vero ho toppato, la conferma è venuta rileggendomi bene il permesso:" Si usano ami senza ardiglione ed è permesso l'uso della canna per la mosca con una mosca artificiale."
Ho toppato per negligenza e questo mi da fastidio.
E' zona "Cath and Release" ho agganciato solo un pesce alla volta con ami barbless, la ninfa più pesante serviva per zavorrare il tip, lo potevo fare con un piombino, solamente se leggevo le regole scritte sul permesso prima di pescare.







Giovanni alle prese con la pausa pranzo.


Oltre a porcini, trombette e galletti


La pheasant tail sul #18


La pheasant tail sul #12

sabato 25 settembre 2010

Video e Foto: Carpe al lago di Cordovado

Giorni fa sono andato a pesca di carpe al lago di Cordovado, assieme al Meni e a Alessandro, giornata favolosa per le catture fatte. Alessandro era la terza o quarta volta che ci veniva e oramai si può dire che la malattia del Meni ha colpito anche lui.
Alessandro oltre ad essere un bravo pescatore a mosca è anche un bravo fotografo e con la sua piccola digitale mi ha ripreso mentre ero impegnato a portare a riva una discreta carpa. Nel video si parla in dialetto friulano e il filmato è disturbato dal rumore di una macchina operatice per lo spostamento e caricamento della ghiaia nella cava accanto al lago.
Bella la ripresa e per questo ne sono grato ad Alessandro.
A conclusione della giornata Alessandro oltre i 15 agganci poi segue il Meni da vicino e infine il sottoscritto con nove carpe catturate. Da notare che il Meni nell'ultima ferrata ha portato a riva un amur stimato sui 65 cm., volevamo pesarlo ma nel momento topico dell'operazione il pesce trovando un buco nella rete del guadino quatto quatto se ne ritornò in acqua.





Alessandro alle prese con una carpa:











Il Meni gioia e rammarico per il suo Amur