martedì 22 giugno 2010

A Pesca in Lapponia Svedese

Eccoci di ritorno, da un contesto ambientale selvaggio e incontaminato, tra boschi di conifere e di betulle dove i laghi e i fiumi immersi in questa natura, inalterata dalla mano dell'uomo, offrono possibilità di catture da sogno. Questi luoghi costituiscono un vero e proprio paradiso per la pesca a mosca, e a farla da padroni, sono temoli, trote fario, coregoni, lucci e il salmone.
Questa è LA LAPPONIA Svedese, un territorio ricchissimo di laghi e fiumi, caratterizzato per oltre il 70% da boschi e foreste e in questa immensa ricchezza boschiva, combinata con una densità di popolazione tra le più basse del mondo, favorisce la creazione di un habitat che presenta le più alte concentrazioni faunistiche d'Europa.


La Contea di Vasterbotten nella Lapponia meridionale è quella che ci ha ospitato per sei giorni è una delle zone di pesca di fama mondiale. Västerbotten è territorialmente la seconda contea più grande della Svezia. La popolazione ammonta a circa un quarto di milione su un totale del paese di circa 9 milioni di abitanti. All'interno ci sono 15 singoli comuni , ciascuno con il proprio governo locale. La più grande città della contea è Umea.
Ogni anno, molti pescatori provenienti da tutto il mondo vengono a pescare in queste acque, per non parlare poi dei cacciatori dove trovano l'ambiente ideale e le prede più ambite.
Naturalmente, la pesca in Västerbotten è caratterizzata da tutti i grandi fiumi della contea, la grande varietà di acque da pesca - dalla costa alle montagne, dai laghi al mare , dai ruscelli ai torrenti significa che c'è una grande varietà di possibilità di pesca. Inoltre, la pesca in Västerbotten è adatta sia ai pescatori dilettanti che ai pescatori professionisti . Inoltre la pesca del luccio in questa regione è rinomata tra le comunità internazionali di pescasportivi, ogni anno, molti turisti stranieri vengono a pescare e catturare il luccio dei loro sogni attraverso una delle società di pesca della contea o con le agenzie del settore.
Appunto con una di queste la: www.loe-mfl.com di Aldo Silva che opera nella zona di Rastrand sulla sponda sx del fiume Vindel che siamo arrivati fin qua. L'Agenzia Modern Fishing in Lapland è un operatore turistico registrato in Svezia che promuove i propri programmi soprattutto nel sud Europa. Si occupa di proposte turistiche legate ad attività del tempo libero e particolarmente la pesca e la caccia. Ha sede nel comune di Rastrand, in provincia di Licksele, presso una propria struttura, tipicamente Lappone, dove ha la possibilità di alloggiare e fornire i propri servizi alla clientela, quasi tutta Italiana.
Siamo arrivati il 14/06/2010 alle 21.30 dopo essere partiti da Milano Malpensa alle ore 12.15 e arrivati a Stoccolma -Arlanda- per poi prendere la coincidenza per Umea.
Arrivati ad Umea alle ore 18.40 con una macchina a nolo abbiamo inforcato la strada numero 363 e per oltre 200Km. e in due ore e mezza siamo giunti a destinazione. Ad attenderci al posto prestabilito c'era il titolare dell'agenzia Aldo Silva con la sua graziosa moglie Miki.
Aldo Silva, conosciuto da molti come costruttore di canne da pesca a mosca e spinning dal famoso marchio ModernFly, ha cambiato completamente lavoro dopo aver ceduto la sua azienda a degli acquirenti spagnoli. Ora fa il tour operator specializzato in viaggi di pesca e di caccia in Lapponia. Da anni ha casa a Vindelgransele ed è un perfetto conoscitore della zona in cui opera, a Rastrand un piccolo abitato sulla sponda sx del Vindel verso monte a 23 Km. da Vindelgransele Aldo ha la sua base logistica.
La struttura è una bella casa grande e magnificamente ristrutturata con materiale proveniente dall'Italia, oltre il grande spazio a disposizione, mi ha colpito la zona relax con televione con programmi Sky in italiano. Fronte casa un piccolo lodge nuovo di zecca per quattro persone pronto per essere inaugurato.
Abbiamo soggiornato come previsto dal contratto a Vindelgransele in una villetta privata tutta a nostra disposizione.

La villetta a nostra disposizione a Vindelgransele

I "noi" siamo: io, Giovanni, Egidio e Dino, ci siamo avventurati in questo mondo veramente fantastico affascinati dall'idea di pescare in un ambiente veramente naturale il temolo artico e sopratutto con la mosca secca.

La scelta del pacchetto:
Programma Basic B ( Villetta – Pesca autonoma)

-7 notti – 6 giorni di pesca – Alloggio in villetta privata a 6 posti in camere doppie - pesca senza guida.

-Pesca: Trote, temoli, lucci, persici, coregoni, salmerini.

-Ambienti: Fiumi e torrenti di medie dimensioni, laghi per lucci e persici.

-Stagione: dal 15 giugno al 20 agosto.

-Sistemi di pesca: Mosca e spinning.

Programma:

- ARRIVO: Ricevimento al nostro Lodge e sistemazione in villetta privata in camera doppia con cucina, soggiorno, doccia e servizi comuni. Incontro con il responsabile, organizzazione della pesca, consegna mappe e indicazioni circa le possibilità di pesca del momento.

- 1° - 6° GIORNO: Giornate interamente dedicate alla pesca in maniera autonoma. Ogni sera un responsabile sarà a disposizione per ulteriori informative inerenti diverse possibilità di pesca.

Servizi accessori (servizio guida, barca, pontoon, equipaggiamento pesca, esche ecc.) potranno essere noleggiati o acquistati separatamente direttamente al lodge ai prezzi come da listino allegato.

- 7° GIORNO: Riconsegna delle chiavi, partenza e fine dei servizi.

Il Programma comprende:

- Alloggio in villetta privata in camera doppia incluso asciugamani, lenzuola e servizio di pulizia finale

- Organizzazione della pesca

- Mappe, permessi di pesca.

Il Programma non comprende:

- Viaggio.

- Auto a noleggio

- Cibi e bevande a cui si potrà provvedere autonomamente o attraverso il nostro servizio di refezione (vedi servizi e prezzi allegati)

- Guida di pesca, barche ed accessori (vedi listino allegato)

- Tutto quanto non espressamente indicato nel programma.

PREZZI:

Base 2 pescatori Base 3 pescatori Base 4 pescatori Base 5 pescatori Base 6 pescatori
€ 600.00 a persona € 540.00 a persona € 420.00 a persona € 380.00 a persona € 320.00 a persona.
La nostra villetta dal classico colore rosso, e a proposito i colori delle case sono per 80% di colore rosso con i bordi bianchi e per il resto sono gialle o bianche, si trova ai bordi della strada 363 e avere questa importante arteria stradale a pochi passi dai noi non ci da alcun fastidio, il traffico non esiste!!!. Una cosa abbiamo notato subito: il sole non tramonta, alle 23.00 era ancora alto e vispo. In relatà il sole tramonta poco prima di mezzanotte per sorgere dopo l'una, ma la verità è che il buio vero non arriva mai e dopo alcuni giorni di luce ininterrotta la cosa diventa un po' straniante, in un ambiente dove il paesaggio è dominato da foreste, fiumi e laghi, con le vette delle montagne sullo sfondo. Siamo però in estate e a maggior ragione l'ambiente colpisce per i suoi immensi spazi vuoti: in qualche modo bisogna predisporsi prima di affrontarlo. Si potrà trovare tutta la pace che si vuole ma probabilmente anche qualche forma di disagio, dettato dalla luce per 24 ore al giorno e dal non essere abituati ad immergersi nella natura più pura.
Con un fiume delle dimensioni del Vindel,la fine di luglio e inizio agosto sono i periodi migliori per la pesca quando il disgelo termina e i livelli sono bassi. Ora è pescabile da riva o con la barca a caccia di lucci. Sono invece agibili i laghi e i fiumi minori e c'è una scelta enorme tanto che può essere quasi scoraggiante.
Noi quattro avevamo una casa a disposizione, Dino nominato per acclamazione cuoco, mentre per gli altri a turno i lavori di casa(pulizia e fare il lavastoviglie). Il paese più vicino a far la spesa è Mala, ha circa cinquemila abitanti e fa provincia dista solamente una cinquantina di km. verso nord. L'unica cosa che non si deve rimanere senza è il carburante per l'auto, i pochi distributtori a disposizione sono molto distanti.
La giornata di pesca prevedeva colazione al mattino, pesca sul fiume pianificato con Aldo la sera prima, pranzo al sacco e ritorno a sera inoltrata, doccia e cena, così via per tutti i sei giorni programmati.
Il primo giorno di pesca, con il tempo piovigginoso e non prometteva niente di buono per la giornata, mi sbagliavo di li a poco il sole faceva capolino e rimaneva alto per il resto della giornata. Siamo andati a pescare sul Malan, assieme ai coniugi Silva, una sorpresa vedere la signora Miki a pescare e a destreggiarsi con disinvoltura nelle correnti. Il Malan è un fiume bellissimo, forse il migliore, con rapide, piane e con correnti non troppo forti, l'ideale per i pescatori a mosca, è imballato di pesci.

La signora Miki sul Malan


Aldo Silva in azione sempre sul Malan


Il mio primo temolo artico

Il primo temolo pescato a ninfa lo ha preso la signora. La tecnica a ninfa ci è stata consigliata da Aldo fin quando non si vedeva qualche schiusa di effimera. Avevo portato via due fly box piene di ninfe con la testina in tug e questa era l'occasione buona per iniziare a pescare con quel metodo. In realtà avevo fatto un po' di esperienza con questa tecnica nei corsi d'acqua della regione e in kupa, ma come autodidatta e qualche pesce l'ho pure preso. Ma senza uno che ti insegna non sai mai se fai bene o no. Quale miglior occasione come questa per imparare, infatti alla prima passata un bel temolotto sono riuscito a guadinarlo. Aldo ci dava dei consigli come fare e anche Dino poco dopo il suo temolo artico lo prendeva in mano, mentre Giovanni e Egidio tentavano con la secca in caccia. Nel pomeriggio una copiosa schiusa di effimere ha permesso a Giovanni ed a Egidio di divertisi a secca. Alla fine della giornata tutti quanti avevamo fatto delle catture. Il secondo giorno siamo stati sullo Juktan, anche questo un bellissimo fiume, secondo noi il migliore come formazione, largo con acqua non troppo profonda e con il fondo migliore di quello del Malon, si stava bene in acqua e ci si poteva muovere senza problemi.

Il fiume Juktan


Un temolo dello Juktan

Al mattino catture con la ninfa e verso sera con la secca, ma romperci le balle verso sera è stata la pioggia e un vento gelido che ci ha fatto scappare dal fiume. Una cosa da noi ben gradita sono i capanni da pesca disseminati lungo il fiume e sono a disposizione per tutti i pescatori per cucinare, riparsi e per riposare a fianco del capanno c'è il gabinetto e una piccola casetta piena di legna pronta da ardere.

Il capanno sullo Juktan

Il terzo giorno siamo stati sul Gargan a monte, dovevamo arrivare nella zona del Trollforsen, ma la strada per arrivarci era danneggiata e con una Station Wagon non si poteva passare e così abbiamo optato per un paio di Km. più a valle nella zona Storstenforsen, una scelta infelice, il fiune è bellissimo, ma pochi pesci, a detta di Aldo la stagione è ancora fredda e il pesce non si muove dal lago, gira solamente nella zona limitrofa. Si deve sapere che, quasi tutti i fiumi di questa dimensione nascono da laghi e si immettono su altri laghi dove il pesce staziona nel periodo invernale ed in estate inoltrata quando la temperatura sale, questo scende lungo il corso in cerca di cibo.
Comunque temoli e trote ne abbiamo catturati, ma in quantità molto inferiore dalle due pescate precedenti. Il fondo di questo fiume è stato quello che ci ha impegnato di più, grossi massi sommersi che nascondevano mille insidie, ed è molto importante per la sicurezza personale avere scarponi chiodati e sopratutto il bastone(wading staff).

Il fiume Gargan


Temolo del Gargan


Giovanni e Egidio in azione con la secca nel Gargan

Al rientro alla base Aldo ci invitare a fare qualche lancio sul Vindel a caccia di lucci assieme a lui in barca, ma la stanchezza, il freddo e la poca voglia di mettersi di nuovo a pescare abbiamo desistito, l'unica cosa che desideravamo di fare era il programma per l'indomani e rientrare subito a casa per fare una doccia calda e cenare al calduccio con i termosifoni accesi.

Il Vecju alle prese con un temolo dello Juktan

Il quarto giorno di nuovo sullo Juktan, il fiume meritava di essere visitato per una seconda volta. Dino su una piana a ninfa ai primi passaggi agganciò una bella fario di buone porpozioni e subito dopo un bel temolo, pure Egidio e Giovanni a secca avevano incominciato a prendere, mentre io stavo ancora preparandomi a scendere in acqua quando la pioggia incominciò a venire giù a cattinelle e noi di corsa a riparsi dentro il capanno. Oltre la pioggia un fastidioso vento con la temperatura che si abbassava di colpo, insomma una giornataccia!. Per asciugarsi e riscaldarsi abbiamo acceso il fuoco e siamo rimasti in attesa che il tempo migliori. Ma tutto inutile siamo stati dentro il capanno per tre ore , ma di migliorameti meteo neanche l'ombra. Alla fine dopo aver mangiato, riposato abbiamo deciso di far basta e di rientrare a casa.

Al riparo con il fuoco acceso dentro il capanno sullo Juktan


Egidio schiaccia un pisolino mentre fuori infuria la buffera.

Il quinto giorno, con la pioggia che Dio la mandava, siamo andati sul Skäppträskån, come gli altri fiumi meritava di essere visitato, ma eravamo un po' perplessi se incominciare o no dato che la pioggia non smetteva di cadere.

Il fiume Skapptraskan


Al caldo in attesa che cessi la pioggia

Anche in questo fiume ci sono le casette con il focolare e la legna pronte per essere usate in casi di necessità, ed in quel momento era proprio il caso di accendere il fuoco. Al primo cenno di cessata pioggia in quattro e quattr'otto ci siamo "vestiti" e subito dopo eravamo in pesca. Io e Dino a ninfa verso valle mentre gli altri due verso monte a secca. A conclusione catture ne sono state fatte , Dino merita la palma d'oro per le catture migliori.

Temolo del fiume Skapptraskans

Rientrati alla base da Aldo, lo abbiamo trovato con i suoi due figlioli arrivati la sera prima dall'Italia assieme a due vecchi clienti di Aldo. Soggiornavano nella casa appena ristrutturata. Gabriele il più vecchio dei figli, 18 anni, era stato sul Malan a mo di guida per i due pescatori, avevano catturato pesci a non finire, sia a secca e sopratutto a ninfa, temoli, trote e coregoni (o lavarello). E che coregoni!!, ne avevano trattenuti due che facevano di peso si e no i due kili l'uno, pronti per essere degustati a cena, e poi una gradita sorpresa per tutti noi, due bei porcini trovati da Gabriele ai bordi della strada durante il ritorno. Aldo ci ha raccontato che questi due funghi sono i "fioroni", cioè i primi porcini della stagione, il vero boom dei funghi è verso la fine di luglio/inizio agosto, poi per ritornare verso settembre a quantità industriale così pure per i mirtilli.

Egidio con i funghi raccolti da Gabriele

Sesto e ultimo giorno di pesca, su richiesta mia e di Dino abbiamo chiesto a Aldo la disponibilità di Gabriele di accompagnarci sul Malan (in questo fiume per pescarci ci vuole sempre la presenza di Aldo o del figlio ) e nell'occasione di farci un corso superapido di pesca con la ninfa.
Aldo ci ha risposto che per lui non c'erano problem e Gabriele ha accettato con grande entusiasmo. Partenza come al solito con la pioggia e arrivo sul Malan che pioveva ancor di più, scrutando il cielo si vedeva che da li a poco sarebbe uscito il sole. E così fu, una bella giornata finalmente in arrivo.
Gabriele è un vero professionista, vederlo in azione è una macchina da guerra, uno spettacolo!! Con grande pazienza a me a Dino ci ha fatto vedere le montature con due o tre ninfe, ci ha portato nei posti più indicati sul fiume per fare primi lanci per le "passate" , ci ha fatto vedere come si tiene la canna in mano, come si recupera la coda a mazzetto e per finire far saltellare la mosca sommersa del primo braccetto sulla superficie dell'acqua.
A dimostrazione pratica alla prima passata ha catturato un lavarello sul kilo, foto di rito e poi rilascio.

Gabriele con il suo coregone che poco dopo farà una brutta fine con un luccio

Il povero pesce da li a poco ha avuto un'incontro poco piacevole, a pochi passi da me un luccio di dimensioni mostruose lo ha attaccato e in poco tempo se le portato in profondità. Dino e io eravamo increduli di quello che avevamo assistito, mentre per Gabriele era una cosa normale. Azzo!! che voracità!!
Con la scenata del luccio, la cattura dei coregoni è andata a farsi benedire, questi si sono ritirati in lago lontani dalle correnti e per noi ciccia.
Mancati i coregoni ci siam buttati su altre correnti per temoli e trote, bene! per la prima volta la pesca a ninfa cominciava a piacermi. Catture di taglia con cadenza sistematica e sempre assistito dal maestro. Anche per Giovanni e Egidio le indicazioni di Gabriele per la secca ne sono valse la pena, catture sia in bollata che in caccia su posti da lui indicati.

Un bel temolo del Malan


Dino cattura a ninfa un bel temolo


Giovanni nella fase di recupero di un temolo sul Malan a secca

Una giornata da ricordare, grazie agli insegnamenti di Gabriele, per la prima volta ho preso in considerazione la pesca a ninfa. Venire quassù fare tanti km.dove tutti fanno catture che superano i 50 pesci al giorno e tu ne fai molto meno perchè non sai praticare la tecnica giusta, beh!!................ è giunta l'ora di scendere dal piedistallo e mettersi far pratica sui torrenti di casa in modo di essere pronto per un'altra avventura in questi luoghi meravigliosi.
Da evidenziare la purezza delle acque, la pulizia lungo le strade, la bellezza della natura selvaggia, il silenzio assoluto, interrotto solo dal rumore dell'acqua e dal fruscio della coda. L’unico inconveniente sono gli sciami moscerini e di zanzare, ma con dei repellenti si può stare tranquilli.
Per quanto riguarda l'attrezzatura da usare vi segnalo il sito di Aldo qui a fianco nell'elenco dei link, dove spiega benissimo il tipo di attrezzatura da portare.

A conclusione : Organizzazione viaggio: perfetta. Infatti, quindici giorni prima della partenza, riceviamo da Aldo i biglietti aerei per tutto il tragitto A\R, conferma prenotazione macchina a noleggio all’aeroporto di Umea a noi riservata, percorso ben dettagliato del tragitto, circa 206 Km. per raggiungere la nostra villetta ed informazioni circa l’abbigliamento, i tipi di attrezzatura per le varie tecniche di pesca.

Organizzazione per la pianificazione dei tragitti per raggiungere i luoghi di pesca:
Ottima.
Si riceveva una descrizione scritta e ben dettagliata per raggiungere senza errori i vari luoghi di pesca e dove parcheggiare. Faccio presente che dalla nostra villetta, per raggiungere i vari fiumi, bisogna percorrere almeno fra andata ritorno 140\160 km. Ed è più facile, in questi tragitti, incontrare branchi di renne che auto o persone, in particolare abbiamo visto da vicino in posti e giorni diversi due alci femmine.

Renna in mezzo alla strada, capitati molti casi simili in questi sei giorni

Unica nota: non si pensava di fare più di 1000 Km in sei giorni per andare a pescare, va bene che il traffico non esiste ma la monotonia di quelle strade.........

Strade sterrate della Lapponia

Un rammarico da parte mia, quello di non essermi cimentato alla pesca del luccio in barca o in potoon, sarà per la prossima volta.
Rinnoviamo i nostri personali complimenti al sig. Aldo Silva, a sua moglie Miki e sopratutto al nostro maestro Gabriele per la pazienza che ha avuto nei nostri confronti.

Il nostro aereo all'aeroporto di Umea in attesa dell'imbarco dei passeggeri
Si torna a casa.

venerdì 11 giugno 2010

Info

Il Blog rimane chiuso dal 13/06/2010 al 22/06/2010 causa............ una magnifica avventura in:



Al ritorno un'ampio report.

domenica 30 maggio 2010

Varmo a fine maggio 2010

Il Varmo dista solamente a 20km da casa, questa magnifica risorgiva in questo momento sta dando il meglio di se stessa. In quasi lungo tutto il corso di questo fiume si può ammirare una rigogliosa vegetazione ed a tratti, anche il suo letto è ricco di lunghe alghe, che con la corrente ondeggiano e si stendono a pelo d’acqua, tanto da sembrare delle lunghe chiome verdi e marron. E’ uno scenario ricco di fascino, un ambiente naturale incontaminato dove regna la pace e il silenzio, interrotto soltanto dal canto di qualche uccello o dallo scorrere dell’acqua che è piacevole ascoltare in prossimità di qualche salto o di qualche piccola cascata.
E’ un fiume dalla bellezza quasi nascosta : sembra infatti che la vegetazione presente lungo le sue rive voglia tenere riservato il suo passaggio.
Bene! Presentato l'ambiente torniamo alla nostra giornata di pesca.
Con un mese di pioggia alle spalle i livelli sono ottimali e le erbe non stanno ancora affiorando in superficie. L'Ente Tutela Pesca da moltissimi anni ha istituito due tratti No Kill nella zona di maggior affluenza di pescatori. Il primo va dal cimitero di Gradiscutta fino al ponte della strada di Belgrado, mentre l'altro va dal ponte di Varmo al manufatto di fronte alla casa del guardiano. Quello più frequentato naturalmente è quello di Gradiscutta, facile da arrivare con la possibilità di parcheggiare in un posto tranquillo e poi la sponda destra libera da vegetazione riparia fino alla cascatina è l'ideale per la nostra tecnica.

L'unica nota negativa è il bracconaggio.
Bracconaggio fatto per lo più da pescatori con esche naturali, nelle zone libere le trote le fanno fuori in un paio di giorni e poi vanno a pescare dove le trote si fan vedere e sentire, cioè in zona No Kill. Camufatti in mezzo agli alberi e ai rovi con la larva del miele fanno strage, ma anche qualche moscaiolo(così dicono)qualche trota se la porta a casa. Con una mentalità così dove vogliamo andare? Mah!!
La vigilanza è quella che è, gli addetti effettivi sono rimasti in pochi ed hanno altre mansioni, mentre per i pochi volontari di certo non rischiano la pelle per un paio di trote.
Nel Varmo si ripopola solamente con trota fario per almeno due volte all'anno.
Assieme ad Egidio si decide di far l'uscita a Gradiscutta, il tempo non prometteva niente buono, giornata coperta da nubi piene di pioggia e il sole lo si vedeva a tratti e ogni tanto una gocciolina faceva capolino.
Appena arrivati abbiamo dato uno sguardo al fiume dal ponte, un paio di bollate sia a monte che a valle ci hanno dato il benvenuto. Galvanizzati dall'attività delle trote ci siamo "vestiti" in batter d'occhio. Non eravamo soli altri due PAM stavano faccendo la stessa cosa.

Egidio il più veloce di tutti si è messo a monte del ponte vicino al muro di rovi che si trova a cento metri dalla strada.
Due lanci e due perse, ma l'efficacia della mosca è indiscussa si tratta del : Plumin del Norio color tabacco.

Poco dopo un aggancio, una bella fario.



Mentre lui la stava guadinando mi posizionai nella postazione più a valle e mi detti da fare, l'attività delle trote cessò di colpo e non mi restava che andare in caccia, non usavo la stessa imitazione di Egidio, ma per cambiare ho montato una Devaux in cdc, non è il plumin del Norio ma ci assomiglia.

Dopo un paio di lanci ecco la mia prima fario, bella e chiara una di quelle vecchie non scure di quelle appena immesse.

Poco più a valle da me gli altri due Pam, tutt'e due pescavano con la ninfa e subito al primo passaggio tutt'e due nella stessa frazione di tempo agganciavano due belle fario e nei successivi passaggi altri agganci di trote non andati a buon fine.
A questo punto mi decisi di provare anch'io con la ninfa. Premetto che non sono un esperto con questa tecnica, ma leggendo qua e la e vedendo il Meni in azione alcuni movimenti li so fare e poi avevo di fronte a me un fiume imballato di trote.
Monto una ninfa con la testina in tug color oro corpo scuro, pelo di lepre e amo del 12 tipo Knapek, assomigliante ad una pheasant tail.

Dopo alcuni passaggi ecco la prima fario, entusiasmo a mille per la cattura e questa, avvenuta così in poco tempo mi invogliava a continuare con questa tecnica nonostante che le trote erano tornate in attività in superficie. Spostandomi un po' più a valle in una buca di fronte a me un bel temolo stava in attività a caccia di ninfe, lo vedevo bene con gli occhiali e con gesti abbastanza goffi sono riuscito a lanciare a monte la ninfa e memore dei consigli del Meni quando questa arrivò davanti al pesce con un leggero movimento della punta della canna la ninfa tende a salire ed in quell'attimo subii l'attacco del pesce alla mia esca. Un'azione così veloce che mi trovò impreparato e l'aggancio non fu così proficuo, infatti lo tenni in canna per qualche secondo e poi se ne andò, questo è il frutto dell'inesperienza del metodo, comunque niente rammarico il garzonato lo devi pagare. I temoli in Varmo ci son sempre stati, risaliscono dal fiume Tagliamento e i pochi che regnono in questa risorgiva sono veramente grossi.
Altre due catture sono state fatte con un'altro tipo di ninfa,

e verso sera l'attività del pesce in superficie era costante su schiuse di sedge color brown chiaro e qui senza indugio, con tempestiva risolutezza sono ritornato a secca.
Usando diverse mosche alla fine altre trote sono state guadinate.




Nel frattempo sono stato raggiunto da Egidio, anche lui si è divertito un mondo a secca, sempre con il plumin del Norio alla fine ne ha contate otto di catture, mentre sei per il sottoscritto. In questa risorgiva non è facile pescare è piatta come l'olio e ci sono una miriade di microcorrenti causate dalle erbe sommerse e la mosca in superficie al 90% draga, solamente con terminali lunghi e con il tip dell'0.12/0.10 si riesce quasi a sopperire a questo incoveniente.
E' più facile a ninfa ma bisogna sempre esserne capaci.
Alla prossima.

venerdì 21 maggio 2010

Gacka/Kupa

Come da moltissimi anni da questa parte, la terza settimana di maggio, è il periodo del grande esodo di pesca da parte mia e dei miei amici nell'ex Jugoslavia. Quest'anno, abbiamo deciso di far una capatina di due giorni in Gacka e di uno in Kupa alle sorgenti. Di solito si stava in trasferta una settimana, ma con il viaggio programmato in Lapponia Svedese alle porte, si è pensato di limitare la durata di questa escursione.
Egidio e io, caschi il mondo ma una volta all'anno in Gacka ci dobbiamo andare, mentre per Giovanni e Dino, questo meraviglioso fiume non li attira. Preferiscono fiumi con acque mosse e disdegnano quelli con acque piatte, tipo Gacka.





A noi due questa bellissima risorgiva croata, nonostante non sia nel suo periodo migliore ci fa ancora emozionare nell'osservarla e sopratutto pescare. Dal lontano 1984 solamente nel periodo più buio della guerra non eravamo presenti, ma appena che le ostilità cessarono immediatamente ritornammo. Il fiume allora si presentava come sempre bellissimo ma deserto di trote, la prima linea del fuoco era a pochi km dal fiume e le popolazioni dei paesini limitrofi hanno avuto dal Gacka una grande risorsa alimentare che nemmeno gli aiuti internazionali riuscivano a darla. Con il tempo le cose ritornarono al proprio posto, il fiume è ritornato ad essere una meta preferita di pescatori a mosca di tutto il mondo, non è come quello antecedente della guerra ma per divertirsi basta e avanza.
Il programma prevedeva che il sottoscritto con il vecju di fare due giorni e poi il terzo giorno trovarsi da Josiph alle sorgenti del Kupa per fare tutt'assieme una pescata di temoli. Partiti alle ore 5,45 e arrivati dalla signora Vera a Licko Lesce



alle ore 9,00 facendo tutto il tragitto autostradale croato e tralasciando la costa dalmata. La scelta dell'autostrada( nuova e poi il pedaggio ha un costo molto basso, con 9,00 euro si va da Rupa a Otocac) è un po' piu lunga ma è molto più scorrevole, mentre la strada che costeggia la costa è piena di insidie, sopratutto la polizia con il laser e questi se sgarri non perdonano.
Scaricato il bagaglio degli efetti personali via fare il permesso al piccolo market subito dopo del ponte della statale, costo 35 eurini.







Come ogni anno prima della pausa pranzo si pesca a monte del ponte della statale sulla sponda dx nel curvone dove c'è sempre un vecchietto che fa pascolare le sue poche pecore sul prato davanti casa e che anche quest'anno era lì a fare la guardia alle sue bestie.



Quante trote gli abbiamo dato in passato e poi mi ricordo che un anno Egidio gli ha dato una mano a falciare l'erba, la falce era ridotta ai minimi termini, un moncherino di lama, chissà da quanti anni la stava usando e quanta erba avrà tagliato per ridurla così. Per arrivare con l'auto vicino al fiume si deve prendere la prima stradina a dx sulla rotonda dopo il ponte verso Otocac e poi girare dopo una cinquantina di metri sempre a dx, più avanti c'è un'abitazione isolata a pochi metri dalla statale con dei pini sul cortile ideale per parcheggiare sotto l'ombra, da un paio d'anni usiamo questo parcheggio con il benestare del proprietario, anche lui ha usufuito di alcune trote di taglia.
Il livello è leggermente altino, frutto di 10 gg. di pioggia incessante, ma con una limpidezza d'acqua davvero spettacolare. Erano le 10,30 quando finalmente eravamo pronti per fare il primo lancio. In Gacka noi si usa una sola mosca: Il Plumin del Norio - Il nome di questa mosca gliela data il Meni quando per la prima volta la usò su questo fiume dandogli soddifazioni a non credere. E' una mia scoperta scovata sul libro: Tying Flies with CDC di Leon Links. E' una mosca di Marjan Fratnik: il Netopir. Non è altro che un'amo rivestito a palmer di piume di CdC.







L'efficacia di questa imitazione è sbalorditiva da anni la uso in tutte le acque e in tutte le misure, ma è sul Gacka che da il meglio di se stessa. Nelle misure più piccole è micidiale anche con i temoli. Nei colori del cdc naturale e tabacco imita perfettamente le sedge nel momento della schiusa e poi farla pattinare è proprio uno stillicidio. Quando gliela proposi ad Egidio non mi dette retta, ma si ricredette davanti alla sua efficacia. L'anno successivo suggerii la ricetta al Meni e lui la adoperò quando tutte le sue imitazioni fecero cilecca in questo fiume.........il risultato l'ho descritto sopra e l'ha pure batezzata con il mio nomignolo.
Egidio al primo lancio una bellissima iridea, tenuta di nascosto, siamo in zona No Kill e poi data al proprietaro della casa come per riconoscenza per averci permesso di parcheggiare l'auto nella sua proprietà. Le trote in fiume erano in attività frenetica, le catture si suseguivano a ritmo elevato, alle 13,30 decidemmo di fare la pausa pranzo nel nostro appartamentino. Negli anni scorsi il nostro pranzo consisteva in un piatto di spaghetti all'olio e aglio e poi affettati nostrani, tutto innaffiato con l'ottima birra locale, caffè e poi sonnellino fino alle 16.00, mentre quest'anno il pranzo consisteva a pane e salame, il solito caffè e le birre locali, niente sonnellino subito di nuovo sul fiume a pescare. Lasciata la macchina nel cortile della signora Vera, a piedi, il fiume dista a 300 mt. ci posizionammo sulla sponda a dx a valle del ponte della statale, dove non ci va nessuno a pescare, tutti sulla sponda sx per la comodità e poi perchè ci sono le panchine e le sponde alte, mentre la sponda dx è un po' impegnativa con acqua, alberi e palude, ma a favore di vento dove basta alzare la canna che la coda si stende da sola e per fare la posa basta abbassarla. Ho notato che l'attività del pesce è maggiore nelle zone di ombra e da quella sponda l'azione di pesca è molto vantaggiosa. Le catture fatte sia da me che da Egidio sono state molte, mentre per gli altri pescatori ho notato poche catture. In sponda alta il movimento delle braccia nell'azione di lancio entra nel cono visivo della trota e le poche catture che gli altri pescatori facevano erano molte distanti, mentre per noi due con la nostra azione di pesca che si svolgeva accovacciati o in ginocchio in modo di non essere visti le catture venivano fatte a pochi metri da noi.
Per aver successo in questo fiume molto difficile, oltre avere un'imitazione micidiale come il Plumin del Norio e anche avere l'accortezza di fare l'azione di pesca ben nascosti e in silenzio, senza rumore o casini vari.
Dimostrazione logica il giorno dopo, un gruppo di giovani pescatori tedeschi, sempre nel curvone già descritto precedentemente sulla sponda sx erano in una baldoria da sagra paesana, attrezzature da far invidia, canne in bamboo code in seta, abbigliamento griffato ecc ecc, con una cassa di birra in bella evvidenza sulla panchina. Grida, schiamazzi e lanci a non finire, con quelle cannette non riuscivano ad lanciare la coda oltre la metà del fiume, ma di catture neanche l'ombra, nonostante che le trote erano in attività frenetica davanti a loro. A 50 mt. più a monte sulla sponda dx eravamo in pesca io e Egidio, in silenzio ed accovaciati, le catture di trote di taglia non tardarono ad arrivare numerose. Il gruppo si accorse di noi due e delle nostre catture e in un baleno il silenzio regnò lungo tutto il curvone, ma loro di catture: Zeru Tituli come dice Mourinho.







La scena si ripetè anche dopo la pausa pranzo, noi due sempre sulla sponda dx mentre loro erano posizionati a sx a valle dell'entrata dell'affluente Kostelka in Gacka, beh! in quel tratto dal ponte della statale all'affluente ho dato il meglio di me stesso, una quindicina di catture sempre con la stessa imitazione e sempre in silenzio e in ginocchio e più di qualcuno dalla sponda opposta avrà pensato:- con che c.... di mosca pesca quel tipo. (qui ho fatto lo sborrone!!).
L'attività del pesce in questo fiume parte dalle 10,30 fino alle ore 17,30 poi rare sono le bollate, molte schiuse di sedge e di sialis, qualche effimera e zero schiuse di mayfly.




La mia attrezzatura canna 10' coda #7 terminale 4 mt. con un tip da 0,14.....e come mosca solo e esclusivamente il Plumin del Norio.

Lasciato a malincuore questo ambiente a noi famigliare e con rammarico all'indomani mattina ci siamo immessi di nuovo in autostrada per raggiungere i nostri due amici Giovanni e Dino alle sorgenti del Kupa. Uscito dall'autostrada a Delnice, prima della entrata in città c'è la deviazione a sx per Gerovo - Prezid- Slovenia, per arrivare a Gerovo è davvero un'impresa, una trentina di km di curve e controcurve con un manto di asfalto che non ha niente da invidiare i mosaici della scuola di Spilimbergo. Alle 9.30 eravamo sul posto, gli altri due erano già in pesca, giornata nuvolosa e fredda, prima sorpresa il costo del permesso l'han portato da 22 euro a 36, azzo!! che aumento!






Il fiume si presenta perfetto acqua ai giusti livelli, attività del pesce in superfice quasi zero, non importa si va in caccia.



Giovanni e Dino alcune catture di temoli le avevano già fatte, a ninfa non siamo capaci si va a secca. Il vecju al primo lancio un bel temolo, fatto con un Plumin del Norio su amo del 18, l'efficacia di questa mosca non si smentisce.



Nella piana sopra la passerella, il posto migliore del fiume, l'attività del pesce piano piano si faceva vedere, con una peute sono riuscito a guadinare un bel temolo.








Dopo alcune passate , la mosca non aveva più l'effetto di prima, sostituita con una in foam rosso al primo passaggio un'altro temolo, sempre della stessa misura, così via fino alla pausa pranzo. In totale Dino, Egidio e io avevamo guadinato 4 temoli a testa, mentre Giovanni ne aveva fatto uno in più. Mangiato il solito pranzo a base di salumi, formaggi,traccanato le birre di Josiph , bevuto il caffè e via di nuovo in fiume perchè il tempo non prometteva niente di buono. La giornata era piena di nubi gonfie di pioggia ogni tanto si faceva vedere qualche raggio di sole e in quei pochi attimi l'attività del pesce si faceva vedere in superficie e così alla fine sono riuscito a fare una decina di temoli.





Giornata di pesca da non ricordare come una delle migliori, alle 18.00 abbiamo deciso di farla finita, io ero stanco da morire e con un mal di schiena che mi faceva vedere le stelle, Egidio è scivolato in acqua ed era gelato da capo ai piedi, Dino non ne poteva più e Giovanni era da un bel po' che stava sotto la tettoia di Josiph con una birra in mano. Qui finisce il raid di tre giorni di pesca, Giovanni ed Egidio vollero fermarsi una notte all'hotel Manche a Brod na Kupi, mentre io e Dino abbiamo preso la decisione di rientrare a casa la sera stessa.